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I sindacati: "Divanopoli è solo la punta dell'iceberg"

"Lontano dai riflettori il nostro territorio vede altre situazioni complesse: nei settori edile, agricolo, di facchinaggio il rischio di caporalato e sfruttamento esiste"

Divanopoli è solo la punta di un iceberg. “Lontano dai riflettori il nostro territorio vede altre situazioni complesse: nei settori edile, agricolo, di facchinaggio il rischio di caporalato e sfruttamento rappresentano quell’idea di sviluppo che noi da sempre combattiamo”, lo dicono Cgil, Cisl e Uil di Forlì, dopo la sentenza che ha visto passare la tesi della Procura nel settore del mobile imbottito: vale a dire che le aziende committenti sono responsabili anche delle mancanze dei contoterzisti, per esempio nel rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro, specialmente se il passaggio di lavoro a soggetti esterni è artificioso.

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Così i sindacati: “Apprendiamo dalla stampa locale della sentenza relativa alla questione “divanopoli”, essa conferma quanto da noi sempre sostenuto in merito a concorrenza, condizioni di lavoro, diritti e dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, nonché riduzione della sicurezza nei luoghi di lavoro. Questo importante risultato è stato possibile grazie a molteplici determinazioni e all’importante lavoro della magistratura che ha emesso questa sentenza così significativa”.

E ancora: “Chiediamo che non si abbassi la guardia, che non vengano tollerate situazioni di questo genere. Chiediamo a tutte le forze preposte, la stessa determinazione per l’emersione di tutte le situazioni problematiche. Agli imprenditori e alle Associazioni di Rappresentanza chiediamo di cambiare un modello di sviluppo sbagliato, che prevede un sistema organizzativo basato sulla terziarizzazione, sulla logica del massimo ribasso, su cui si scaricano le contraddizioni del sistema, con ricadute sulle condizioni dei lavoratori, anche attraverso una ridotta agibilità sindacale e una scarsa possibilità di confronto con i lavoratori. Certamente i controlli sono importanti, ma la deregolamentazione del Mercato del Lavoro, come ad esempio l’allargamento dell’utilizzo dei voucher, toglie strumenti ispettivi di verifica e lede i diritti delle persone”.

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