Cronaca

Dopo due decenni di servizio, il Covid blocca la slitta del Babbo Natale dei bimbi ammalati

Il Covid non fa sconti nemmeno al Babbo Natale dei bimbi ammalati. Dopo due decenni di servizio pressoché ininterrotto presso ospedali pediatrici e centri riabilitativi di tutta Italia

Il Covid non fa sconti nemmeno al Babbo Natale dei bimbi ammalati. Dopo due decenni di servizio pressoché ininterrotto presso ospedali pediatrici e centri riabilitativi di tutta Italia, in cui era solito recapitare centinaia di doni ad altrettanti bimbi ricoverati o disabili, persino il popolare Davide Marchetti si è dovuto arrendere alla pandemia. Finora la sua slitta turbodiesel colma di regali è rimasta in garage, intrisa di incertezze e nostalgia. Nel dicembre 2019, in queste ore, l’idraulico prestato alla solidarietà era in piena attività a Foggia, alla festa natalizia dei ragazzi autistici del centro di Terapia Multisistemica in Acqua di Foggia, dove lavora anche Matteo Colella, il bimbo, oggi ventottenne, guarito nel 2000 dalla meningite fulminante petecchiale per intercessione di Padre Pio. Marchetti avrebbe raggiunto il culmine del suo gesto solidale a San Giovanni Rotondo, con la visita al reparto di oncologia pediatrica della “Casa Sollievo della Sofferenza”

Alcuni piccoli, in condizioni talmente critiche da non poter lasciare l’ospedale nemmeno a Natale, avrebbero così ricevuto dal “vero” Babbo Natale il dono tanto desiderato, richiesto tramite la classica letterina recapitata dalle Poste o per email, all’indirizzo forlivese del volontario. Nell’impossibilità di valicare i confini regionali a causa delle limitazioni alla mobilità imposte dalle disposizioni governative antiCovid, Marchetti nei prossimi giorni e fino alla vigilia, data di avvio del lockdown, farà comunque capolino in alcune abitazioni private del forlivese, con tanti bimbi in trepida attesa. L’idraulico solidale, che non ha bisogno di indossare la mascherina vista la folta barba posticcia, è invocato anche in un paio di scuole materne della Romagna, che l’hanno espressamente invitato prima della pausa per le festività di fine anno. “Andare a fare il Babbo Natale a domicilio dei bimbi – dichiara il volontario – è un po’ come ritornare a casa: tanti anni fa iniziai proprio coi miei due figli”. Col tempo, Marchetti, che è anche responsabile del Gruppo di Preghiera Padre Pio di Santa Maria del Fiore, ha ampliato il raggio della sua azione caritativa, dirigendosi verso i centri pediatrici pugliesi, dove si manifestò la parabola terrena del grande santo con le stimmate, Padre Pio da Pietrelcina. Non è escluso che Davide, nei giorni arancioni e subito dopo l’Epifania, alla fine del “lockdown”, voglia recuperare il tempo perduto, andando ad allietare luoghi con minori toccati dal disagio e della malattia. “Se non sarà quest’anno, mi preparo per il prossimo”. L’obiettivo rimane sempre quello: dare la certezza che, anche nell’era dei “social” e delle relazioni virtuali, c’è ancora qualcuno disposto ad ascoltare il tuo cuore senza chiedere nulla in cambio. Piero Ghetti

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dopo due decenni di servizio, il Covid blocca la slitta del Babbo Natale dei bimbi ammalati

ForlìToday è in caricamento