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Fiumi a secco anche per i prelievi irregolari, il Wwf denuncia

"Brevi sopralluoghi sui nostri fiumi consentono di capire perché in città sono secchi. In assenza di controlli da parte degli enti preposti, il divieto di attingimento viene violato senza troppi scrupoli"

Fiumi a secco non solo per colpa della siccità, ma anche per i prelievi irregolari con pompe non autorizzate, che alla fine provocano morie di pesci. E' la denuncia del Wwf che avanza la denuncia: “Brevi sopralluoghi sui nostri fiumi consentono di capire perché in città sono secchi. In assenza di controlli da parte degli enti preposti, il divieto di attingimento viene violato senza troppi scrupoli; così una sequenza fitta fitta di pompe tanto potenti quanto irregolari, di attività sia agricole che artigianali, pescano acqua da un fiume che, fino a pochi chilometri a monte di Forlì, scorre ancora. A valle dell’ennesima pompa, il fiume non scorre più.”

Il Wwf segnala delle pompe irregolari sul Rabbi in località Grisignano. Col risultato dell'estinzione delle popolazioni locali di pesci e altri importanti organismi che sono parte fondamentale dell’equilibrio biologico del fiume. “Lo  sterminio silenzioso, a causa dell’autentico furto di quell’acqua che dalla montagna continua peraltro a scendere nonostante la siccità persistente, comprende esemplari di varie specie”, sempre dal Wwf.

E ancora: “Rivolgiamo pertanto un nuovo urgente appello agli enti che devono garantire il Deflusso Minimo Vitale dei fiumi, Servizio Tecnico di Bacino dell’Emilia Romagna in primis, ma anche Comune, Provincia e CFS affinché  organizzino specifiche ed efficaci azioni di sorveglianza, facendo rispettare il divieto di attingimento e restituendo così un po’ di flusso d’acqua ai fiumi. Possiamo infine aggiungere che è bene evitare immissione di pesce d'allevamento di dubbio valore naturalistico (Carpe, Tinche, Anguille, quest'anno provenienti dal Veneto) e puntare semmai gli
sforzi per garantire la sopravvivenza delle specie autoctone naturalmente presenti nei nostri corsi d'acqua, di indubbio valore naturalistico”.

E infine: “Solo nel 2011 la Provincia ha stanziato 40.000 euro per immettere in zona D e in zona B (quella soggetta alle secche): 4 quintali di Tinche, 4 quintali di Carpe e 2,5 quintali di Anguille. Anche se poche, le migliaia di euro spese per l'acquisto di questi pesci era meglio spenderli per controlli efficienti e per eventuali materiali che consentano di recuperare i pesci dalle zone in secca, con interventi mirati a limitare i danni”.
 

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