Un incidente per uccidere la moglie. Lei lo perdona. Il giudice: "Va curato"

Con il capo d'imputazione di tentato uxoricidio, sostenuto dal pubblico ministero Marco Forte, si è presentato davanti al giudice Giovanni Trerè un vigile del fuoco in congedo

Era stato arrestato nell'estate del 2007 con l'accusa di aver chiesto ad uno slavo di causare un incidente stradale nel quale la moglie doveva rimanere uccisa in cambio di una cospicua somma di denaro. Con il capo d'imputazione di tentato uxoricidio, sostenuto dal pubblico ministero Marco Forte, si è presentato davanti al giudice Giovanni Trerè un vigile del fuoco in congedo. Difeso dagli avvocati Menotto e Carlo Zauli, l'imputato è stato condannato ad un anno di libertà vigilata.

Inoltre il giudice ha disposto un programma di risociliazzazione e piano terapeutico e cura del Sert di Forlì. Nel frattempo l'uomo, che all'epoca dei fatti aveva un'amante nel faentino, è stato perdonato dalla moglie. Per la difesa l'ex pompiere era stato colto da una "follia causata dalle pressioni dell'amante".

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