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Gli alunni stranieri in crescita esponenziale, sono più di seimila

Forlì-Cesena è la trentesima provincia per numero di stranieri: quelli iscritti alla scuola d'infanzia sono 1.342, pari al 12,8% del totale, con un incremento del 110,3% in 5 anni (2005-2010); alla scuola elementare sono 2.257

Nel 2010 risultavano iscritti alla scuola italiana 673.800 stranieri, il 7,5% del totale degli iscritti, segnando una crescita complessiva del 7,0% nell’ultimo anno e dell’81,1% rispetto al 2005. Tra i quindicenni la maggior parte è di prima generazione e, tra loro, più della metà è arrivata in Italia da meno di sei anni. Aspirano a titoli di studio più modesti rispetto ai compagni italiani dato che appena uno su tre vorrebbe laurearsi. Frequentano di più istituti tecnici e professionali.

STRANIERI A SCUOLA A FORLI'-CESENA. Forlì-Cesena è la trentesima provincia per numero di stranieri: quelli iscritti alla  scuola  d'infanzia sono 1.342, pari al 12,8% del totale, con un incremento del 110,3% in 5 anni (2005-2010); alla scuola elementare sono 2.257 pari al 13,1% del totale, con un incremento in cinque anni del 66,9%;  per le scuole medie gli alunni stranieri sono 1.415, vale a dire il 14,0% (69,9% in più) ed infine alle superiori 1.343 alunni stranieri (8,3% del totale, con un incremento del 106,9%). In totale sono 6.357 gli alunni stranieri in provincia. Sono Prato, Mantova e Piacenza le province dove si registra la maggior incidenza di alunni stranieri sul totale degli alunni. Alle elementari e alle medie di Prato quasi uno studente ogni cinque è straniero, a Mantova le percentuali sfiorano il 20% anche per l’infanzia, mentre Piacenza primeggia per le scuole superiori.

L'INDAGINE. Questi alcuni dei risultati di una ricerca sulla presenza degli stranieri nelle scuole italiane realizzata dalla Fondazione Leone Moressa che ha tracciato l'identikit dello studente straniero quindicenne.  A differenza dei quindicenni italiani che per la maggior parte frequentano il liceo (45,6%), gli stranieri sono iscritti di più presso gli istituti professionali (30,3%) e tecnici (29,6%). Gli alunni italiani e stranieri mostrano differenze anche per quanto riguarda l'aspirazione al titolo di studio: i primi pensano di conseguire la laurea specialistica - dottorato (nel 41,6% dei casi) o la laurea triennale (9,0%), a fronte, rispettivamente, di appena il 26,7% e il 6,3% degli stranieri, che pensano piuttosto di conseguire il diploma di scuola superiore (34,4%) o la qualifica professionale (25,8%).

GLI STRUMENTI PER STUDIARE. Tra gli stranieri il 13,1% ricorre a ripetizioni di italiano e il 16% a quelle di matematica. Nel 67,4% delle case degli studenti stranieri intervistati si parla principalmente una lingua diversa dall'italiano. I genitori degli alunni stranieri svolgono prevalentemente professioni dalla media o bassa specializzazione (sia che si tratti del padre che della madre) e vivono maggiormente una situazione di disoccupazione rispetto alle famiglie italiane. Gli studenti stranieri dispongono di ambienti meno adatti allo studio rispetto ai compagni italiani, in particolare riguardo alle dotazioni informatiche: l'88,6% degli stranieri possiede un computer con cui fare i compiti e il 73,8% possiede un collegamento alla rete internet, a fronte, rispettivamente, del 95,7% e del 88,7% degli alunni italiani. Inoltre, nelle abitazioni degli alunni stranieri non ci sono molti libri negli scaffali: più della metà degli studenti stranieri ha accesso a meno di 25 libri e addirittura nel 27% dei casi a meno di 10. Al contrario, gli alunni italiani hanno a disposizioni librerie più fornite.

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