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A Santa Maria del Fiore riapre il Guardaroba dei Poveri

Il servizio è proposto dal gruppo del Terz'ordine Francescano di Santa Maria del Fiore. Al fine di evitare abusi e furberie, la consegna di capi di vestiario usati non sarà gratuita, ma dietro offerta

Avvio col botto del Guardaroba dei Poveri, il nuovo gesto caritativo della comunità parrocchiale di Santa Maria del Fiore. Ad un anno esatto dalla partenza da Forlì dei frati Cappuccini, dopo quasi 5 secoli di presenza operosa, i fedeli di via Ravegnana dimostrano coi fatti di non aver dimenticato lo spirito francescano mutuato dagli emuli del Poverello d'Assisi. Bastava essere sul posto martedì, all'inaugurazione ufficiale della bottega allestita in via Ravegnana, 92, proprio all'ingresso del complesso parrocchiale oggi guidato da don Luigi Burchi.

“Per Santa Maria del Fiore non è una novità - dichiara Gabriella Cilotti in Villa - dato che il primo a preoccuparsi di rivestire il fratello bisognoso, in piena sequela evangelica, fu nei primi anni Ottanta l'indimenticabile suor Zeffirina”. La religiosa, insegnante nella vicina scuola paritaria e materna gestita dal 1947 dalle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante, congregazione diffusa in tutto il mondo ma con casa madre a Lugo di Romagna, aveva raccolto l'invito di un altro monumento di carità, padre Lazzaro Corazzi, a sua volta fondatore della Mensa dei Poveri, tutt'ora fiore all'occhiello di Santa Maria del Fiore. “Dopo quasi vent'anni - precisa Gabriella - come Terz'ordine Francescano abbiamo pensato di riproporre il servizio, mettendo a frutto l'esperienza maturata a suo tempo a fianco della suora”.

Tutti i martedì e giovedì, dalle 15 alle 18, Gabriella Cilotti, Donatella Guidi e Mariangela Baranta saranno disponibili a consegnare vestiario, scarpe, biancheria e lenzuola a persone realmente bisognose. A monte del gesto sta una selezione assolutamente rigorosa dei capi d'abbigliamento donati alle volontarie: “Ai poveri proporremo solo cose buone, i beni in cattivo stato li consegneremo al Comitato per la Lotta contro la Fame nel Mondo di via Lunga”. La prima giornata di lavoro delle volontarie francescane è stata frenetica: “Abbiamo aperto anche prima delle 15, vista la fila che si era formata, composta soprattutto da donne immigrate. E' chiaro che siamo a disposizione di tutti i bisognosi, e non ci stupiremo certo se i prossimi giorni, a causa della crisi economica, vedremo arrivare anche italiani e famiglie al completo”.

Al fine di evitare abusi e furberie, la consegna di capi di vestiario usati non sarà gratuita, ma dietro offerta: “Chiederemo una cifra simbolica, che va dall'euro per le piccole cose ai cinque euro per giacche a vento, cappotti e capi di grandi dimensioni”. L'ultimo gesto della volontaria è un appello a donare: “Portateci gli indumenti che non usate più, ma in buono stato”. I poveri che hanno già iniziato ad affacciarsi al Guardaroba Francescano, come lo chiamava il grande padre Lazzaro Corazzi, hanno sì perso lavoro e casa, ma non certo la dignità di persone.

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