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Il 66° Fanteria Aeromobile rientra dalla missione in Libano

Si è svolta giovedì mattina nella caserma Mameli di Bologna, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di corpo d’armata Claudio Graziano, la cerimonia di saluto per il rientro della Brigata aeromobile Friuli dalla missione in Libano

Si è svolta giovedì mattina nella caserma Mameli di Bologna, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di corpo d’armata Claudio Graziano, la cerimonia di saluto per il rientro della Brigata aeromobile Friuli dalla missione in Libano. Tra le autorità civili e militari che hanno partecipato alla manifestazione, di fronte ai reparti del 66° Aeromobile Trieste e del Savoia Cavalleria schierati, il sindaco di Bologna Dott. Virginio Merola, il Generale di corpo d’armata Roberto Bernardini, comandante delle Forze operative terrestri, il Generale di divisione Giangiacomo Calligaris comandante dell’ Aviazione dell’ Esercito ed il Generale George Chraime comandante delle forze libanesi nel settore sud del Libano.

La Brigata Friuli ha avuto la responsabilità del settore ovest di UNIFIL ( United Nations Interim Force in Lebanon ), con base a Shama, nell’ ambito dell’ operazione Leonte 13 nella zona Sud del Libano, in accordo alla risoluzione 1701 del 2006 del Consiglio di Sicurezza  delle Nazioni Unite, per una durata di circa sei mesi dal la prima decade di novembre. La Brigata Friuli svolse compiti analoghi nell’ ambito dell’ operazione “Leonte 7” dall’ ottobre 2009 ad aprile 2010.

Ha reso gli onori di casa il Generale di brigata Antonio Bettelli, comandante della Brigata Friuli e già del 66° Trieste a Forlì dal 2005 al 2007, che è stato a capo dei suoi soldati in Libano per tutti i sei mesi dell’ operazione. Nella sua allocuzione il Generale Bettelli ha ricordato come questo impegno del Governo italiano sia “ partecipare ad uno dei più delicati percorsi di stabilizzazione del vicino medio oriente, che coinvolge la professionalità dello strumento militare nazionale portatore del messaggio di buona volontà della comunità”; ha poi voluto evidenziare come questa esperienza sia stata straordinaria sia sotto il profilo umano che professionale.

Il Sindaco di Bologna ha voluto salutare il rientro dalla missione dei soldati evidenziando come questa sia stata “ un esempio di grande solidarietà” nel “ mettersi al servizio di chi è in difficoltà come avete fatto voi”. Ha preso poi la parola il Generale Graziano che, già comandante della missione UNIFIL dal 2007 al 2010 si è  rivolto agli uomini e donne della Friuli per esprimere "soddisfazione per i brillanti risultati conseguiti nel complesso teatro operativo libanese, dove avete condotto attività di controllo del territorio, supporto alle forze armate libanesi, bonifica di aree minate e cooperazione civile - militare".

"Ma soprattutto", ha proseguito il Generale Graziano, "ritengo che l'elemento chiave del successo della vostra missione sia stato il dialogo con le Istituzioni locali e la popolazione". “Il personale rappresenta la componente essenziale, su cui si deve maggiormente investire”, ha concluso il Generale Graziano, “Di fondamentale importanza per la si sicurezza del personale militare sono l’addestramento e la formazione, a cui è necessario dedicare adeguate risorse”. Il contributo del nostro Paese alle missioni internazionali è di particolare importanza. In Libano, il Comando delle Forze di Pace è affidato a un Generale dell’Esercito italiano, Paolo Serra, e all’Italia sarà di nuovo assegnato, da settembre, il comando della missione Nato in Kosovo. Delle tre missioni internazionali in atto, due saranno a comando italiano.

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