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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca

Il cantiere è già fermo: transenne, vetrine spente e guano portano il degrado in piazza Saffi

In questo caso è lo Stato il soggetto che sta condannando un lato di piazza Saffi al degrado e alla desertificazione commerciale

Per il rilancio del centro storico ognuno deve fare la propria parte. E' quanto spesso viene ripetuto a commercianti e associazioni di categoria, ma che succede se a non fare la propria parte è proprio lo Stato? E' infatti lo Stato il soggetto che sta condannando un lato di piazza Saffi al degrado e alla desertificazione commerciale. Dal 23 settembre scorso, infatti, per un pericolo di distacchi di intonaco dal soffitto è stato chiuso il portico che da piazza Saffi si dirama in via delle Torri e corso Mazzini, che si trova su due lati di un grosso plesso che ospita numerosi uffici periferici dello Stato, come l'Agenzia delle Entrate e l'Agenzia del Territorio, di proprietà statale.

L'area è interamente transennata ormai da otto mesi e tranne qualche ispezione e campionamento da parte di tecnici il cantiere è completamente fermo. Non si vedono operai al lavoro, mentre uno dopo l'altro chiudono i negozi e a farla la padrone, nella piazza centrale della città, è il guano dei piccioni e la relativa puzza. La situazione prospettata ai negozianti è che tale situazione andrà avanti per almeno due anni, dal momento che i lavori di risanamento non sarebbero stati neanche ancora appaltati. Ma intanto, mentre lo Stato mette in piazza, è proprio il caso di dirlo, tutta la lentezza della sua elefantiaca macchina burocratica, i problemi si moltiplicano, aggravando ancora di più la crisi commerciale di piazza Saffi e, se mai ce n'era bisogno, consegnando un altro angolo di centro all'abbandono.

Transenne in piazza Saffi, lavori fermi

Il risultato è evidente: in un tratto di poche decine di metri ci sono ben 5 locali commerciali sfitti, in totale 9 vetrine spente una dietro l'altra nel cuore commerciale della città. Vetrine che, a quanto sembra, potrebbero anche non riaccendersi più: se il palazzo, infatti, fosse di un privato questi avrebbe la necessaria “spinta” per procedere celermente coi lavori così da ridare valore ai locali da affittare. Ma gli uffici statali non hanno questa priorità, ed anzi potrebbero riconvertire ad uffici gli spazi commerciali, andando a confermare una tendenza scellerata di creare uffici nel salotto buono della città che, una volta chiusi all'utenza, contribuiscono all'abbandono del centro. Circolano ipotesi di farci degli uffici decentrati della Questura.

Dopo la chiusura dello storico negozio di scarpe “Bentivogli”, già anni fa, è toccata poi ai negozi accanto, fino al bar prospiciente sulla piazza ed infine il negozio di telefonia all'angolo, proprio su piazza Saffi: quest'ultimo “blindato” in un intrico di reti e lamiere di cantiere da gennaio ha gettato la spugna e si è trasferito in corso della Repubblica. Reggono solo due negozi storici, sul lato di via delle Torri: “La casina bianca”, specializzata nell'abbigliamento di qualità per bambini, e la “Agenzia Ecclesiastica”, il negozio di materiale religioso, cornici e candele che si trova nello stesso locale dal 1938, orgogliosamente con gli arredi dell'epoca, vale a dire da quando quel grande edificio venne costruito sotto il Ventennio fascista. Nell'incertezza sui futuri usi degli spazi neanche i contratti in essere sono stati rinnovati e si naviga a vista, l'unica cosa certa è che – a differenza di quanto fatto da molti privati nel centro storico – il Demanio non ha neanche abbassato gli affitti per compensare i disagi dovuti alla difficoltà di accesso e all'ormai totale assenza di passaggio causato dall'eterno cantiere allestito e mai ultimato. I due negozi, nei giorni di mercato, diventano pressoché irraggiungibili, “murati” dalle bancarelle di via delle Torri. Insomma, un nuovo pasticcio per il centro storico, dove questa volta l'ente pubblico ha ben poco da salire in cattedra.

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