Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Ben 40 ettari in fumo, trovati gli autori di 4 incendi. Le cause? Dalla marmitta alla saldatrice, un fuoco appiccato da un contadino

n meno di una settimana i Carabinieri Forestali di Forlì-Cesena hanno chiuse le indagini e fatto quattro segnalazioni in Procura per altrettanti episodi di incendi colposi, che assieme hanno distrutto 40 ettari di vegetazioni

Tutti individuati i responsabili degli incendi boschivi che lo scorso fine settimana hanno interessato il territorio provinciale. In meno di una settimana i Carabinieri Forestali di Forlì-Cesena hanno chiuse le indagini e fatto quattro segnalazioni in Procura per altrettanti episodi di incendi colposi, che assieme hanno distrutto 40 ettari di vegetazioni. Si tratta di incendi che sono di origine colposa, causati da imprudenza, la principale e più scellerata è l’accensione di fuochi in agricoltura in una fase di assoluto divieto a causa dell’eccezionale siccità, delle temperature elevatissime e del forte vento che soffia imperterrito.  

Lo scorso fine settimana, in provincia, si sono registrati ben 4 incendi boschivi di notevole pericolosità. Complici l’eccezionale siccità e le elevatissime temperature sono andati in fumo circa 40 ettari di superficie, tra boschi, seminativi, vigneti, oliveti e incolti erbaceo e arbustivi, nei Comuni di Sogliano al Rubicone, Civitella di Romagna, Meldola e Bertinoro. In tutti i casi, accanto ai Vigili del Fuoco e ai volontari di protezione civile intervenuti per lo spegnimento, hanno operato militari specializzati delle Stazioni Carabinieri Forestale di Sarsina, Mercato Saraceno, Forlì e Santa  Sofia, i quali, applicando precise metodologie di indagine, hanno ricostruito il punto d’innesco, stabilendo le cause  e l’evoluzione dell’incendio.
 
Le attività investigative prontamente attivate dai Carabinieri Forestali hanno permesso quindi di individuare i responsabili di tutti i roghi. Si tratta di incendi di origine colposa, causati cioè dalla più totale imperizia nella conduzione di attività agricole, edilizie o artigianali e dal mancato rispetto delle basilari norme comportamentali finalizzate alla prevenzione degli incendi boschivi. Norme che anche alle nostre latitudini devono essere rispettate scrupolosamente anche per effetto di una coincidenza di condizioni meteorologiche insolite per la Romagna e più tipiche del Sud Italia.

Nella zona di Ponte Uso (Sogliano), tra sabato sera e domenica scorsi, in particolare sono andati a fuoco circa 10 ettari. Secondo quanto appurato l'incendio in questo caso è stato causato da un'attività artigianale svolta con una saldatrice. E' bastata una scintilla, poi il fuoco avrebbe covato lentamente, così non determinare subito la segnalazione dell'emergenza.

Domenica scorsa, invece, si sono verificati due grossi incendi a 5 chilometri di distanza e a 3 ore l'uno dall'altro nella zona di Val di Pondo, il primo nel comune di Civitella e il secondo nel comune di Meldola. Anche qui 10 ettari distrutti nelle colline del comune di Civitella e altri 12 in quello di Meldola. Distrutti campi di erba medica e uliveti. In questo caso i carabinieri hanno fugato il dubbio che si trattasse di episodi intenzionali, data la vicinanza dei due roghi. Così non è stato. A Civitella si è trattata di un'attività agricola imprudente, ma non collegata all'accensione di fuochi. A Meldola situazione ancora più assurda: i 12 ettari sono andati distrutti per un motociclista finito fuori strada. La marmitta incandescente ha fatto da innesco del fuoco tra l'altro in un punto impervio in cui è servito l'intervento dell'elicottero dei vigili del fuoco per riuscire a spegnere il rogo

Mercoledì scorso, infine, un altro grave incendio nelle campagna di Bertinoro, con la distruzione di quasi 4 ettari di vegetazione. In questo caso è stato acceso volontariamente un fuoco per la distruzione di sterpaglie, ma tutto questo con 34 gradi, forte siccità e vento forte caldo. Insomma, tutte le condizioni perché le fiamme potessero uscire subito di controllo. I quattro responsabili sono stati deferiti quindi all’Autorità Giudiziaria per incendio boschivo colposo, anche nel caso del motociclista. Sarà poi la Procura a valutare eventuali archiviazioni. Con l'ordinanza anti-incendi boschivi inoltre sono previste multe salate che vanno dai duemila euro minimo per l'accensione pericolosa di fuochi, fino a sanzioni più salate se questi comportamenti determinano poi incendi.

Le indagini dei carabinieri forestali si sono avvalse di rilevatori satellitari GPS, per circoscrivere a la superficie interessata dal fuoco al fine della successiva applicazione delle misure previste dal catasto delle aree percorse dal fuoco. Eventi di minore entità, verificatisi nei giorni successivi a Corniolo e Bagno e Romagna, sono  ancora in corso di accertamento.

Il Gruppo Carabinieri Forestale di Forlì-Cesena invita quindi alla massima collaborazione, attenzione e prudenza, rammentando che, ai sensi del vigente Regolamento Forestale e Piano regionale AIB è vietata in linea generale ogni operazione che possa causare pericolo mediato o immediato di incendio. Proprio in relazione all’aumento degli indici di innesco e di propagazione del fuoco dovuti alla eccezionale siccità, alle temperature elevatissime e alla secchezza della vegetazione, l’Agenzia Regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione Civile ha confermato su tutto il territorio regionale, lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi, fino alla fine del mese di agosto.

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