Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Venne silenziato l'allarme, 800 dosi di vaccino perse nel congelatore: la Procura chiude il caso

Fu grande l'ondata di sdegno per quanto capitato all'ospedale di Forlì su quei sieri così rari e preziosi in quel momento, e altrettanto scrupolosa fu l'indagine dei carabinieri del Nas

Nessun problema tecnico al congelatore che conteneva le dosi dei vaccini, ma solo una negligenza del personale addetto della sala operativa di controllo dei sistemi di allarme dell'ospedale, ed in particolare uno degli addetti: un dipendente dell'Ausl, esperto in quella mansione, che quella sera materialmente "silenziò" l'allerta scambiandolo per una sorta di "falso allarme". C'è stato questo dietro la perdita di circa 800 dosi di vaccini anti-Covid avvenuta lo scorso 15 gennaio. Erano le prime forniture in arrivo, la penuria dei vaccini di quelle settimane si sarebbe poi protratta nei mesi successivi. Per cui fu grande l'ondata di sdegno per quanto capitato all'ospedale di Forlì su quei sieri così rari e preziosi in quel momento, e altrettanto scrupolosa fu l'indagine dei carabinieri del Nas sulla vicenda. Vicenda che, a distanza di qualche mese, è approdata però in una richiesta di archiviazione da parte della Procura della Repubblica di Forlì in quantonon è stata ritenuta perseguibile come reato. 

L'addetto, da parte sua, ha accettato una sanzione disciplinare della stessa Ausl Romagna, consistente in una sospensione di due mesi, mentre alla Procura ha fornito precise memorie con la sua ricostruzione dei fatti. Per l'aspetto giudiziario l'ultima parola spetterà al Gip, che dovrà esprimersi sulla richiesta di archiviazione per il reato di interruzione di pubblico servizio, reato che prevede però un dolo che la Procura non ha riscontrato, né nell'azione negligente di cattiva gestione dell'allarme, né nelle fasi successive di indagine, dove non si sono verificati tentativi di coprire le responsabilità e le mancanze. Mancanze che vennero allo scoperto la mattina, dopo il malfunzionamento del frigo-congelatore del deposito della farmacia dell'ospedale, che aveva compromesso 800 delle 1500 dosi di vaccino Moderna stoccate all'ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì. Le indagini del procuratore capo Maria Teresa Cameli e del pm Federica Messina si sono avvalse di perizie tecniche e del sequestro dell'apparecchiatura da parte dei  Carabinieri del Nas, il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell'Arma, affiancati dai colleghi della Sezione Operativa della Compagnia di Forlì.

L'INTERVISTA - "Il frigo-congelatore era stato collaudato l'8 gennaio"

Che cosa successe quindi? In sostanza lo speciale congelatore, capace di conservare medicinali a temperature di 20 gradi sotto zero, intorno alle 22 del giorno precedente ebbe un malfunzionamento, non addebitabile però a problematiche tecniche, perché l'impianto era collaudato, adatto allo stoccaggio dei vaccini e dei medicinali a quelle rigide temperature e regolarmente manutenzionato. Quando smise di funzionare il congelatore inviò il segnale automatico di malfunzionamento che comparve effettivamente sul computer della sala operativa dell'ospedale, una sorta di "sala dei bottoni" presidiata 24 ore su 24 da almeno due operatori, uno appunto addetto al controllo del flusso dei dati dagli impianti dell'ospedale e un altro pronto a intervenire sul posto in caso di malfunzionamenti vari. Quando scattò l'allarme per il frigo dei vaccini non ci fu alcun intervento, perché in sostanza l'operatore lo scambiò per un allarme ricorrente e giudicato non critico che normalmente arrivava da un ascensore dell'ospedale. Venne così liquidato senza dargli troppa importanza.

A scoprire il problema, alle 6 di mattina, è stato il primo addetto della farmacia giunto al lavoro, quando ormai la temperatura all'interno del congelatore era passata da 20 gradi sotto zero a 20 gradi sopra lo zero. Immediatamente si è tentato di sommistrare tutte le 1.500 dosi già scongelate, avendo tempo di utilizzo 12 ore  dopo lo scongelamento. Una corsa contro il tempo: 510 dosi sono state somministrate in Romagna e 190 nel Bolognese, ma le rimanenti 800 dosi alla fine erano  finite nel bidone. Con l'attivazione della procedura d'emergenza, invece, i vaccini sarebbero stati spostati in un congelatore di riserva e si sarebbero potuti salvare facilmente.

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