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Infortuni domestici, anche gli uomini fanno i 'casalinghi'

Come ogni anno, è in corso la campagna di sensibilizzazione finalizzata a rafforzare la cultura della prevenzione nei luoghi di lavoro a partire dall'ambito domestico

Come ogni anno, è in corso  la campagna di sensibilizzazione finalizzata a rafforzare la cultura della prevenzione nei luoghi di lavoro a partire dall'ambito domestico, puntando sulla conoscenza dei rischi e sull'importanza, per chi lavora in casa "a tempo pieno", di garantirsi la tutela contro gli infortuni domestici gravi. Intanto va detto che non solo le donne fanno le casalinghe, anche gli uomini, l'1,6%, si assicura contro gli infortuni domestici.

“In 10 anni, in Emilia- Romagna – spiegano Michela Balistreri, responsabile prevenzione Inail Forlì e il vicedirettore Vincenzo Orefice – ci sono stati 1.212 casi denunciati, 74 rendite dirette costituite (2 a Forlì-Cesena), quelle che sarebbero le 'pensioni', che vengono conferite se l'invalidità permanente che ne deriva è pari o superiore al 27%. Inoltre 3 rendite costituite a superstiti in seguito ad un evento mortale”. Tutti gli infortunati sono italiani e gli eventi mortali riguardano le donne.

Ben oltre la metà degli infortuni occorrono a casalinghe di età avanzata (tra i 56 ed i 65 anni), mentre si infortunano poco le under 40. Le cause e le circostanze principali di infortunio domestico sono scivolamenti, inciampamenti e cadute (scalette, sedie, sgabelli). Nelle lesioni sono molto frequenti le fratture (che interessano prevalentemente gli arti superiori e inferiori), mentre incidono meno i traumi, le ustioni e le ferite.

Ecco chi deve assicurarsi: coloro che, avendo già compiuto 18 anni, lavorano esclusivamente in casa per la cura dei componenti della famiglia (ad esempio ragazzi o ragazze che sono in attesa di prima occupazione); i pensionati, di entrambi i sessi, che non hanno superato i 65   anni; i cittadini stranieri che soggiornano regolarmente in Italia; gli studenti che dimorano nella città di residenza o in località diversa e che si occupano anche dell'ambiente in cui abitano; i lavoratori in cassa integrazione guadagni (CIG); i lavoratori in mobilità; i lavoratori stagionali, temporanei, a tempo determinato.

In caso di infortunio, si ha diritto a una rendita se l'invalidità permanente che ne deriva è pari o superiore al 27%. La rendita è per tutta la vita e oscilla da 166,79 euro al mese (invalidità del 27%) a 1.158,33 euro al mese (invalidità al 100%). Dal 17 maggio 2006, nella tutela assicurativa è compreso anche il rischio morte che prevede una rendita ai superstiti.


L'assicurazione costa  12,91 euro l'anno e va pagata entro il 31 gennaio per godere della copertura  per gli infortuni che si verificano dal 1° gennaio 2012 in poi; può essere regolata anche successivamente ma, dal 1° febbraio in poi,  la copertura è attiva a partire dal giorno successivo a quello del pagamento, ed è prevista l'applicazione di una sanzione per il ritardato o mancato pagamento, fino ad un massimo del doppio premio.

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