L’ex Casa Cantoniera del Passo della Calla diventerà un bed and breakfast

Situato a 1296 metri sopra il livello del mare, il passo della Calla è il più alto valico stradale dell'Appennino tosco-romagnolo

L’ex Casa Cantoniera del Passo della Calla diventerà una struttura ricettiva. Abbandonata da decenni e ridotta a rudere pericolante, ma riferimento mnemonico indiscutibile per i tanti forlivesi che salgono in Campigna ad ogni stagione, l’edificio è ora in ristrutturazione. L’intenzione del proprietario, il santasofiese Carlo Berti, imprenditore nel campo della ristorazione (da 4 anni è titolare del ristorante in legno “I Faggi” posto proprio alla Calla), che nel settembre 2017 l’ha acquistato all’asta dal Comune di Stia Pratovecchio (l’edificio è per poche decine di metri in territorio toscano), è insediarvi un “bed and breakfast”.

Situato a 1296 metri sopra il livello del mare, il passo della Calla è il più alto valico stradale dell'Appennino tosco-romagnolo. È attraversato dall’ex Statale (ora Provinciale) 310 “Del Bidente”, che collega le province di Forlì-Cesena e di Arezzo, fra i comuni di Santa Sofia e Pratovecchio Stia. Anticamente, le uniche vie che consentivano di valicare l'Appennino in questa zona, spartiacque fra le valli del Bidente e dell'Arno (Casentino), erano costituite da mulattiere e stradelli al servizio delle foreste di Campigna.

Detti anche “le vie dei legni”, servivano per trasportare il legname in Casentino, da cui veniva poi “fiumato” in direzione di Firenze. Al contrario della carrabile del Muraglione, realizzata a metà dell’Ottocento ai tempi del Granducato di Toscana per collegare San Godenzo a San Benedetto in Alpe, la strada della Calla (che in toscano arcaico significa “varco”) ha visto la genesi un secolo dopo. Inaugurata il 27 ottobre 1932, è stata asfaltata negli anni Sessanta del XX secolo. Oltre al piazzale, che un tempo costituiva luogo di assembramento del bestiame, l’Anas realizzò anche una Casa Cantoniera nel punto in cui già esisteva un manufatto anticamente utilizzato come dogana.

Oggi il passo è attrezzato da un ampio parcheggio anche per autocaravan-camper, dalla struttura in legno del ristorante I Faggi, gestito dai familiari di Carlo Berti e dal Rifugio CAI La Calla. Vi si trova inoltre la Madonna della Foresta, maestà ricavata in una grande sezione cava di tronco d’albero, il Monumento a Dante Alighieri con epigrafe (“nel cuore della foresta spessa e viva / sul dorso dell’(Italia bella / e nel ricordo della divina poesia / vada il pensiero al nome immortale / di / Dante) e infine il Memoriale Pio Campana, medaglia d’argento della Resistenza. Berti ha fiutato l’esigenza ricettiva della Calla, sul presupposto che è punto di partenza per alcuni dei percorsi appenninici più belli e gettonati dell’Appennino tosco-romagnolo. Basta citare la celeberrima Calla Camaldoli: si tratta di 20 chilometri (fra andata e ritorno) di piste forestali quasi interamente su crinale, percorribili sia a piedi che in mountain-bike, transitando per Poggio Scali e in fregio alla riserva naturale di Sasso Fratino.

"Se l’edificio originale - dichiara Berti - era sostanzialmente costituito da due grandi appartamenti, il nostro progetto prevede di ricavare 10 camere articolate fra i due piani e la mansarda, con sala per le prime colazioni al piano terra”. Avviati nell’estate 2018, i lavori sono tutt’ora nella fase del consolidamento dell’edificio. "C’è ancora molto da fare - conclude l’imprenditore -, ma contiamo di terminare alla fine del 2020, mettendo a disposizione della clientela un primo blocco di camere e servizi già la prossima estate".

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