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La macchina della solidarietà: neanche il Covid riesce a fermare la Croce Verde Meldola-Predappio

L’onlus bidentina coordinata dal presidente Ferdinando Avenali, ha appena inviato in Romania l’ennesimo “tir” carico di aiuti e attrezzature sanitarie per alcuni ospedali e strutture per anziani di Turda, nel distretto di Cluj

Neanche il Covid riesce a fermare la Croce Verde Meldola-Predappio. L’onlus umanitaria coordinata dal presidente Ferdinando Avenali, ha appena inviato in Romania un “tir” di aiuti e attrezzature sanitarie. Beneficiari del prezioso carico sono alcuni ospedali e strutture di ricovero per anziani della città di Turda, nel distretto di Cluj. Nella lista del materiale inviato in Transilvania spiccano 16 letti attrezzati con sollevamento idraulico provenienti dall’Ospedale di Rimini (magazzino dell’Azienda Sanitaria Locale della Romagna), 270 paia di scarpe, 260 paia di calze elasticizzate, una carrozzella pieghevole e un deambulatore offerti dalla Ditta Adjutor di Forlimpopoli e 2 scatoloni di vestiario usato donati dal Comitato per la Lotta contro la Fame nel Mondo di Forlì.

La parte del leone è magnificamente interpretata dall’azienda Linea Sterile di Gatteo, che ha donato una barella completa, 5 culle per neonati, 1.600 paia di pantaloni, 600 casacche, 1.160 giacche bianche e 800 grigie, 40 trapuntini, 300 camici mensa, 750 sacchi biancheria, 3.900 teli container, 240 giubbini e 130 pantaloni ad alta visibilità. Avenali ringrazia anche l’associazione degli imprenditori italiani in Romania (sono quasi 50 mila le imprese nostrane registrate nel paese carpatico), che ha messo a disposizione il camion con autista, ma tesse l’elogio anche di Idrotermica Coop, la ditta forlivese che da anni si prodiga a favore della Croce Verde, mettendo a disposizione logistica, uomini e mezzi in funzione delle periodiche spedizioni umanitarie nell’est europeo. Fondata il 15 marzo 1996 come “Pubblica Assistenza Croce Verde – Comitato di Solidarietà”, l’associazione, che ha sede in piazza Orsini, 12 a Meldola, è impegnata in progetti umanitari di aiuto alla collettività, con l’affermazione dei principi della solidarietà fra i popoli, “favorendone – recita lo statuto – il rinnovamento civile, sociale e culturale”.

Sin dagli albori, la Croce Verde Meldola Predappio ha risposto prontamente alle emergenze nazionali ed internazionali, mettendo nel mirino caritativo soprattutto le genti balcaniche coinvolte nei feroci conflitti conseguenti alla dissoluzione dell’ex Jugoslavia. Da qui le centinaia di missioni compiute in tutto l’est europeo: Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Serbia e Montenegro, Albania, Ucraina, Romania e Moldova. Col tempo, il raggio umanitario si è ampliato, fino a valutare anche le emergenze locali: vedi gli aiuti alle popolazioni italiane colpite dai terremoti del 2012 (Emilia) e del 2016 (Marche, Umbria e Lazio). Nel 2010 è nato anche il progetto Amra, dal nome della leucemica bosniaca 15enne, morta nel gennaio 2012 all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, che l’aveva accolta per cercare di salvarle la vita con il trapianto di midollo. Il suo sacrificio non è stato vano: in base al protocollo d’intenti sottoscritto il 28 ottobre di quell’anno all'Ospedale Pediatrico di Sarajevo tra la stessa Croce Verde, l'Ageop Ricerca (Associazione genitori ematologia oncologia pediatrica) di Bologna e gli operatori sanitari degli ospedali pediatrici di Sarajevo e Tuzla, l’onlus bidentina continua ad assistere i bambini bosniaci ammalati di tumore, per le periodiche verifiche mediche.

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