Le richieste degli ambientalisti: "Spegnere l'inceneritore di Hera entro il 2025"

"Abbiamo recentemente esposto le motivazioni per cui riteniamo che un accordo nuovo rispetto a quello del 2016 debba essere fatto su basi diverse volte alla tutela dell’ambiente di Forlì. La cosa più immediata è eliminare l’aggiunta di 15mila tonnellate annue"

Continua spedita la campagna dedita allo spegnimento dell’inceneritore forlivese di Hera. Adesso si manifesta: è fissato per le 15 di sabato prossimo un flash mob in Piazza Saffi, rivolto a tutti i cittadini che abbiano a cuore la tematica. Ne rivela i dettagli Nadine Finke, rappresentante di “Parents For Future Forlì”: “Abbiamo fissato in piazza Saffi alle ore 15 un flash mob coi cittadini. Chiediamo che i forlivesi portino dei cartelloni.  Chiediamo ai cittadini di pubblicare sulle loro pagine social una loro foto con un foglio di carta dove c’è scritto “No inceneritore Forlì”, taggando l'assessore comunale per l'ambiente Petetta, Sindaco Zattini, assessore  per l'ambiente regionale Priolo e il presidente Bonaccini. Vorremmo anche che i nostri concittadini inviassero delle mail chiedendo di spegnere l’inceneritore in primis. Con questa mobilitazione vogliamo chiedere innanzitutto che il nuovo accordo, negoziato in questi giorni, non duri oltre il 2025, ed entro quell’anno venga spento l’inceneritore. La portata annuale non deve superare le 120mila tonnellate, limite fissato anche nel precedente accordo”.

Alberto Conti, coordinatore del Taaf (tavolo associazioni ambientaliste Forlì) esalta la società ed il metodo Alea, proponendo non una sostituzione, ma una collaborazione tra loro ed Hera: “Abbiamo recentemente esposto le motivazioni per cui riteniamo che un accordo nuovo rispetto a quello del 2016 debba essere fatto su basi diverse volte alla tutela dell’ambiente di Forlì. La cosa più immediata è eliminare l’aggiunta di 15mila tonnellate annue di incenerimento dovute al presunto ma non confermato aumento di rifiuti a causa dell’emergenza Covid. Il primo punto che deve essere chiesto è togliere quest’aggiunta di incenerimento da Forlì. Alea dà un contributo notevolissimo al recupero di materia, ha un ruolo di preminenza che deve essere riconosciuto”. “ Sono i migliori in Emilia-Romagna – continua Belosi - il loro sistema deve essere allargato. C’è competizione tra loro e Hera, noi proponiamo una collaborazione: il metodo Alea va allargato anche agli altri territori, separando i ruoli: a Hera spetterebbe lo smaltimento, ad Alea la raccolta. Sappiamo che i metodi adottati altrove come a Cesena e Ravenna non sono comparabili al metodo Alea: la raccolta differenziata è bassa, parte del materiale ricavato non è vendibile. Se il sistema Alea fosse allargato a tutto il territorio romagnolo ci sarebbe un arricchimento ed un miglioramento della qualità del servizio. Anche a Rimini la raccolta, con Hera, ha dei difetti”.

Natale Belosi, coordinatore del comitato tecnico-scientifico della rete emergenza climatica regionale, fornisce un quadro più tecnico sul meccanismo di raccolta e smaltimento dei rifiuti: “Alea ha una produzione di rifiuto indifferenziato pari a 70 kg a testa, a cui si aggiungono circa 30 kg di scarti della raccolta differenziata, perché queste raccolte sono molto buone: basti pensare che l’umido ha impurità al di sotto del 3%. Se prendiamo una situazione diversa gestita da Hera, a Ferrara, vediamo che invece il rifiuto indifferenziato non è molto di più rispetto ad Alea, attorno ai 90/100 kg pro capite anno, ma le raccolte differenziate sono molte sporche, perché a mettere il rifiuto indifferenziato dentro alla calotta si paga, nel metterlo negli altri cassonetti invece no. Di fronte a un rifiuto differenziato di 90/100 kg, gli scarti della raccolta sono altrettanti. Quello che deve essere smaltito in inceneritore col sistema di Hera è il doppio rispetto a quello di Alea, che peraltro ha ancora margine di miglioramento”.

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