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Emergenza coronavirus, Zattini si rivolge a Governo e Regione: "Serve una manovra shock"

Il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, ha scritto una lettera (pubblicata sulla propria pagina Facebook) a tutti i cittadini forlivesi dopo l'emanazione del nuovo Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri

"Anche per la prossima settimana, la nostra città è chiamata a rimboccarsi le maniche e a non fermarsi, nella speranza che l’emergenza causata dal Coronavirus rientri il prima possibile e si possa tornare alla normalità". Il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, ha scritto una lettera (pubblicata sulla propria pagina Facebook) a tutti i cittadini forlivesi dopo l'emanazione del nuovo Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che, nella sostanza, ricalca le misure preventive già adottate con il precedente Decreto, estendendole di fatto a tutto il territorio nazionale. Fatta eccezione per qualche ulteriore restrizione che riguarda prevalentemente il settore sanitario, la novità di maggior rilievo per il nostro Comune è la proroga della sospensione delle attività didattiche fino al 15 marzo.

"Una cosa è certa; questa Amministrazione non vi lascerà soli - premette Zattini -. In questi giorni, con l’aiuto inestimabile dei nostri uffici, stiamo facendo tutto il possibile per alleviare il peso di questa emergenza, andando ad individuare, per quanto di nostra competenza, strumenti fiscali compensativi a favore di imprese, lavoratori e famiglie del forlivese. Ma non basta; un Comune come il nostro non può affrontare da solo la crisi causata dal Coronavirus. C’è bisogno che il Governo e la Regione Emilia Romagna intervengano non soltanto a parole, ma con i fatti e, soprattutto, con le risorse".

"Serve una manovra shock, immediata, che interessi il settore turistico, le imprese, i lavoratori e le centinaia di migliaia di famiglie in difficoltà - prosegue il primo cittadino -. Servono contributi a fondo perduto; serve un piano di investimenti capillare che corra di pari passo con l’utilizzo eccezionale degli ammortizzatori in deroga e misure tributarie ancora più efficaci. Perché c’è un problema sociale che è anche economico dettato dalla sospensione delle attività scolastiche; c’è un settore ricettivo in ginocchio e migliaia di aziende che faticano a ripartire. Non si può scaricare tutto il peso di questa situazione sulle spalle dei Comuni e lasciare soli i cittadini. L’auspicio, che credo ognuno di noi manifesti, è che la Regione Emilia Romagna e il Governo facciano la loro parte nell'interesse non solo delle zone più colpite dagli effetti del Coronavirus ma di tutto il Paese".

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