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Martedì, 9 Agosto 2022
Cronaca

#buonascuola, insegnanti e studenti in piazza contro la riforma di Renzi

A far sentire la loro voce non solo gli studenti, ma anche i precari ed i prof assunti, contro gli albi territoriali e la mobilità

Il popolo della scuola è sceso in piazza martedì mattina anche a Forlì, aderendo allo sciopero unitario dei sindacati contro il decreto legge cosiddetto della Buona scuola voluto dal premier Matteo Renzi. I giovani in particolare hanno manifestato contro gli sgravi alle scuole paritarie decisi dal decreto legislativo, contro i finanziamenti privati alla scuola pubblica, per chiedere più soldi per l’edilizia scolastica, la riforma dei cicli, un ripensamento dell’autonomia. Una manifestazione pacifica e colorata, con tanto di lezione ai piedi di Aurelio Saffi. "Se il Governo non ci ascolterà - evidenzia Danilo Lampis, coordinatore nazionale Uds - continueremo a mobilitarci: boicotteremo i test Invalsi il 12 maggio e lotteremo congiuntamente agli insegnanti per bloccare gli scrutini". Solidali ai manifestanti, contro una riforma definita "iniqua", anche il Movimento 5 Stelle.

Insegnanti e studenti in piazza contro la riforma di Renzi (foto di Alessandra Salieri)

Sulla questione è intervenuto il deputato Marco Di Maio: "Il disegno di legge sulla scuola è in corso di esame in Commissione alla Camera: molte istanze provenienti dal mondo della scuola sono state accolte nella formulazione iniziale o con le modifiche stiamo apportando grazie ad emendamenti e modifiche che abbiamo proposto. Si stanno compiendo passi avanti importanti che renderanno questa riforma ancora migliore".

"Rispetto lo sciopero e ho ascoltato con attenzioni le ragioni di chi è andato in piazza pur in presenza di un testo della riforma assolutamente provvisorio - aggiunge Di Maio -, ma ho l'impressione che ai sindacati sfuggano alcune importanti modifiche e variazioni che si stanno apportando al testo. Si sta intervenendo su aspetti fondamentali che vanno incontro all’esigenza di una reale autonomia del mondo della scuola. L’autonomia scolastica diventa così uno strumento per accrescere le competenze degli studenti, combattere la dispersione e garantire la partecipazione dei ragazzi".

"Abbiamo cercato di affrontare tutti i temi connessi all’apprendimento e alla conoscenza - prosegue il deputato -. Gli studenti potranno affiancare nuove materie a quelle di base e potranno fare esperienze concrete di stage dentro le aziende. Abbiamo inserito anche il tema dell’innovazione digitale nel processo formativo ed infine abbiamo corretto il testo recuperando una maggiore funzione degli organi collegiali insieme al ruolo del dirigente scolastico: il piano triennale dell'offerta formativa con aggiornamenti annuali, per esempio, dovrà essere approvato dagli organi collegiali che comprendono docenti, genitori e studenti, assieme al dirigente scolastico. Credo che siamo sulla strada giusta per una buona riforma".

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