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Meldola, all’Irst un dono pieno di “speranza”

Un'opera pensata e realizzata per l'IRST, per donare speranza ai malati oncologici. Si chiama infatti "Speranza" l'opera creata dall'artista Gianni Cinciarini che ha voluto regalare all'Irst di Meldola

Un’opera pensata e realizzata per l’IRST, per donare speranza ai malati oncologici. Si chiama infatti “Speranza” l’opera creata dall’artista Gianni Cinciarini che ha voluto regalare, insieme alla moglie Louise, all’Istituto Scientifico Romagnolo di Meldola. Un cerchio ricavato dalla pietra, simboleggiante il mondo “in cui  - scrive Cinciarini - purtroppo esiste anche la sofferenza”. L’opera, posta nel giardino antistante l’ingresso dell’Istituto, riporta immagini di figure anelanti con le braccia al cielo danzanti un sacro ritmo antico.

Al centro, ci sono ondulazioni scavate nella pietra che rappresentano il cielo così desiderato e tutto converge verso l’alto, alla ricerca di quella grande forza che è la Speranza. 

“Ho voluto regalare questa mia opera all’IRST, - racconta l’artista - ma soprattutto agli ammalati di oggi e del futuro che verranno a curarsi qui, come augurio di non lasciarsi mai andare perché la vita è bella e vorrei che la gente lo capisse. Vorrei che soprattutto i giovani comprendessero che la vita e la salute sono il dono più bello mentre invece sembra che tutto sia dovuto”. Gianni Cinciarini, originario di Pesaro, è stato professore di materia artistica all’Istituto Satale d’Arte di Forlì, creando una sezione di arte dei metalli e oggi continua a vivere e a lavorare in città. Ha vinto innumerevoli concorsi con opere notevoli per dimensioni e pregio artistico in varie città d’Italia e ora si sta affermando come uno dei migliori artisti contemporanei della medaglia. Continua ad amare il suo lavoro e ne professa l’importanza anche in quest’epoca così computerizzata: “L’artigianato  - spiega Cinciarini - aiuta a distogliere l’attenzione dalla realtà, dalle depressioni e dalle angosce. Un tempo lavorare con le mani permetteva di usare la creatività, la fantasia e di sentirsi realizzati del proprio operato, non solo a livello artistico ma anche, ad esempio, nella vita contadina. Oggi è tutto automatizzato e non si trae più la gioia di fare le cose con le proprie mani. Purtroppo la realtà bella e romantica si è persa”.

Una delle sue opere, intitolata “Vita”, si può già ammirare all’ingresso del padiglione Vallisneri dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì donata dall’artista qualche anno fa.

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