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Incontro tra diverse culture: a San Biagio la Messa dei Popoli col vescovo Livio

Alle 11,15 è prevista la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Livio Corazza alla presenza dei sacerdoti delle comunità etniche di diversa nazionalità

Organizzata dall’Ufficio diocesano Migrantes, si celebra domenica nella chiesa di S.Biagio in Forlì, la Santa Messa dei Popoli, manifestazione liturgica che riunisce le Comunità cattoliche immigrate della nostra Diocesi all’insegna della preghiera comunitaria, dell’accoglienza e della fratellanza. "La celebrazione Eucaristica, celebrata come da tradizione da oltre 15 anni, vuole essere un momento di incontro fra diverse culture accomunate da un’unica fede, un esempio di animazione liturgica “a più voci” capace di trasmettere un chiaro messaggio di accoglienza e di dialogo - spiega Walter Neri, direttore di Migrantes Forlì -. In tale occasione, unica a livello diocesano nel corso dell’anno, si ritroveranno a pregare insieme le comunità cattoliche straniere più numerose, presenti da più anni nella nostra città, quali quelle rumena, ucraina, polacca, africane di lingua francofona e inglese, oltre a filippini, indiani del Kerala, eritrei e pakistani, accolti nella chiesa di S. Biagio dalla comunità cittadina dell’unità pastorale del centro storico, per un momento di fraterna unità nella Chiesa dell’unico Padre".

Alle 11,15 è prevista la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Livio Corazza alla presenza dei sacerdoti delle comunità etniche di diversa nazionalità. Durante la concelebrazione a ciascun coro delle “chiese migranti” è affidato un canto in lingua originale e il coro di S.Biagio, in veste di comunità parrocchiale accogliente, intonerà il canto d’ingresso “Popoli tutti acclamate”. "Altra consuetudine vuole che ogni comunità straniera legga la propria intenzione durante la preghiera dei fedeli e porti doni durante la processione all’altare", ricorda Neri. Al termine della celebrazione liturgica la festa si sposterà nei locali del Centro Buon Pastore per il pranzo comunitario, al termine del quale le varie comunità potranno presentare momenti delle tradizioni musicali e coreutiche dei loro paesi di provenienza per concludere una giornata di dialogo gioioso di tutte le genti accomunate nella preghiera e nella festa, animate dallo spirito cristiano che vuole gli uni e gli altri come fratelli e figli di Dio. "Un modo questo per superare i pregiudizi e le difficoltà a capire le sfide dell’accoglienza e perchè la nostra comunità diocesana cresca sempre più nella consapevolezza che sono possibili la fratellanza universale e la convivialità nelle differenze", conclude il direttore di Migrantes Forlì.
 

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