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Berranno bevande in vetro in piazza, disobbedienza civile contro l'ordinanza: "Proibizionismo non risolve il problema"

Un'azione di disobbedienza civile contro l'ordinanza anti-vetro e anti-alcol varata a fine agosto dal sindaco Gian Luca Zattini. E' quanto verrà messo un atto nel cuore del centro

Un'azione di disobbedienza civile contro l'ordinanza anti-vetro e anti-alcol varata a fine agosto dal sindaco Gian Luca Zattini. E' quanto verrà messo un atto giovedì sera nel cuore del centro, in piazzetta della Misura, da un gruppo di contestatori che hanno battezzato l'iniziativa “Botellòn disobbediente”. Con il termine spagnolo “botellón” si definisce un fenomeno diffuso in Spagna dagli anni '80 in cui sono prevalentemente coinvolti giovani che si ritrovano in gruppi numerosi per consumare all'aperto - in compagnia e senza avvalersi di esercizi pubblici - bevande alcoliche o analcoliche.

Il termine deriva dallo spagnolo 'botella', cioè la bottiglia, quella che la recente ordinanza anti-degrado del sindaco ha messo nel mirino per arginare il consumo di alcolici e la disseminazione del vetro nell'area del centro storico. Un provvedimento che ha già portato ad alcune decine di multe da parte della Polizia Locale. Gli organizzatori della manifestazione di disobbedienza, che consumeranno nella piazza bevande in vetro (esponendosi quindi anche alla possibilità della contravvenzione), contestano alla radice il provvedimento e chiedono che al suo scadere non venga reso definitivo nel nuovo regolamento di Polizia Urbana. La manifestazione si tiene a partire dalle 22.

Scrivono gli organizzatori nel volantino che annuncia la manifestazione: “Vista la recente ordinanza sindacale (N.17 del 26/08/2019) riguardo al divieto di consumo di bevande alcoliche negli spazi pubblici del centro storico non possiamo non esprimere il nostro disappunto circa le premesse e le conseguenze di questa estemporanea e inadeguata decisione. In primo luogo, si addita la presenza di studenti universitari e migranti come concausa del degrado della città. Le parole di questa ordinanza lasciano trasparire l’atteggiamento paternalistico nonché xenofobo della nuova amministrazione che sembra dimenticare il ruolo degli universitari a Forlì. Come possiamo definire Forlì una città universitaria e aperta se questa giudica e discrimina studenti, studentesse e migranti?”

“Aggiungiamo che i prezzi dei locali non sono accessibili a tutti gli studenti e le studentesse e che molte situazioni di “degrado” potrebbero essere evitate semplicemente implementando appositi bidoni che aiutino anche a migliorare la raccolta differenziata. A questo proposito, l’ordinanza prevede anche il divieto di consumo di bevande analcoliche in contenitori di vetro o metallo. Questo non fa altro che incentivare l’uso di plastica, in un momento in cui tutto il mondo sta lottando per la sua riduzione. Ribadiamo l’inadeguatezza di questa decisione e chiediamo che alla fine dei 90 giorni non venga implementata nel regolamento di polizia urbana. Non è grazie al proibizionismo che il consumo di alcolici può essere ridotto, lo insegna la storia. Occorrono campagne di sensibilizzazione verso quei problemi che riconosciamo ma che non possono essere bollati semplicemente come “degrado”. Non è il momento degli sceriffi ma quello di incentivare l’educazione civica e la cultura ambientalista e del riciclo, vietando ad esempio l’uso di bicchieri usa e getta in plastica nei locali pubblici e incentivando l’uso della loro controparte in materiale compostabile. Non accettiamo un divieto che non risolve il problema, chiediamo un confronto con l’amministrazione portando la voce di quei giovani che non si sentono la causa del “degrado” ma che propongono modi per risolverlo”.

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