Festa Artusiana, a Franco Chiarini il "Premio Marietta ad honorem"

Il tredicesimo vincitore del riconoscimento dedicato alla fedele governante di Pellegrino Artusi viene assegnato al gastronomo ravennate tra i padri fondatori dell’associazione CheftoChef emiliaromagnacuochi e segretario di Menu Associati

"Sono onorato di ricevere questo prestigioso Premio assegnato da un’istituzione rinomata quale il Comitato Scientifico di Casa Artusi, presieduto dal professor Massimo Montanari. La dizione è ‘ad honorem’ ha sempre un sapore di ‘premio alla carriera’ e questo mi fa oltremodo felice". Commenta così Franco Chiarini la notizia della vincita del Premio che dal 2007 viene assegnato nell’ambito della Festa Artusiana, in sintonia con Casa Artusi, come riconoscimento a chi si distingue per l’impegno profuso nella valorizzazione della cultura culinaria ed enogastronomica del nostro territorio. 

Il Premio Marietta Ad Honorem 2020, una scultura in bronzo del busto di Artusi ad opera dell’artista Pasquale Marzelli, è stato consegnato in occasione dell’evento organizzato a Forlimpopoli domenica.A  Chiarini è stato assegnato l’ambito riconoscimento “per le molteplici attività riconducibili a una visione avanzata e moderna di promozione della cultura del cibo".

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Una prospettiva all’avanguardia che il ravennate riconosce anche nel rapporto di collaborazione professionale tra Marietta Sabatini e lo scrittore e gastronomo di Forlimpopoli: “Artusi è stato un innovatore. Sperimentava in cucina, ma era anche aperto a tutto quello che gli giungeva da un inedito network di massaie. Le ricette de’ La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene nelle diverse edizioni si addensavano sempre più e provenivano da diverse Regioni di un’Italia ancora in costruzione e dove la ristorazione era agli albori. E in cucina Pellegrino e Marietta, insieme al cuoco Francesco Ruffilli, erano una squadra perfetta, che rappresentava tutte le funzioni di un ristorante e che coincideva sovente con chi mangiava i piatti creati. Come in passato, oggi si è avviato un nuovo dialogo tra cuochi professionisti e cuochi casalinghi perché, come diceva qualcuno al tempo di Artusi, progettare il futuro significa anche guardare le cose con occhio diverso anche il passato".

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