Sgarbi in visita a Forlì: "Non tutto il fascismo è da condannare"

C'era anche il famoso critico d'arte Vittorio Sgarbi, sabato mattina a Forlì, alla visita guidata ai “Mosaici del Volo” presenti nell’ex Collegio Aeronautico “Bruno Mussolini” di piazzale della Vittoria

C'era anche il famoso critico d'arte Vittorio Sgarbi, sabato mattina a Forlì, alla visita guidata ai “Mosaici del Volo” presenti nell’ex Collegio Aeronautico “Bruno Mussolini” di piazzale della Vittoria, divenuto sede dal secondo dopoguerra di numerosi plessi scolastici, fra cui la Media “Marco Palmezzano”. E proprio da un’iniziativa dei vertici dell’Istituto rappresentati dal dirigente scolastico professoressa Stefania Rossi, dal rappresentante del corpo docente professor Franco Vignazia e dal presidente del Consiglio d’Istituto Antonio Nervegna, è scaturita la dissacrante visita di Vittorio Sgarbi, “molto più a mio agio a Forlì – sono sue parole – che nella mia Ferrara, una città di morti in cui dormono tutti”.

Il capoluogo romagnolo è entrato nelle sue grazie per merito del San Domenico. “Forlì – dichiara il critico – è riuscita a risorgere dalla ‘damnatio memoriae’ in cui era caduta nel secondo dopoguerra per aver dato i natali al Duce, donando alla propria collettività e all’Italia tutta quel gioiello d’arte e cultura che è il complesso restaurato del San Domenico”. Sgarbi esprime riconoscenza ai forlivesi anche per le straordinarie rassegne d’arte proposte nel grande contenitore di piazza Guido da Montefeltro, a cominciare dal Palmezzano per finire con la corrente “Novecento. Arte e vita in Italia tra le due guerre”, in onda fino al 16 giugno prossimo.

“A Forlì hanno compreso che una buona offerta culturale può essere un grande volano per l’economia”. Ad ascoltare il dissacratore Sgarbi una platea di genitori ed alunni dell’istituto, ma anche numerosi forlivesi attirati dal critico, sempre in grado di catalizzare l’attenzione con le sue performance oratorie intrise di ironia. In prima fila nell’Aula Mappamondi, teatro della conferenza pubblica anticipatrice della visita, il prefetto Ermina Rosa Cesari, l’onorevole Bruno Molea e il maggiore dei Carabinieri Fabrizio Fratoni. Assenti i rappresentanti del Comune e della Fondazione. Il punto saliente della “filippica” di Sgarbi sta tutto nell’assunto secondo cui non tutto il fascismo è da condannare. “Siamo qui a parlare di un’impresa fascista unica nel suo genere in Italia e nel mondo”. Capolavoro nel capolavoro (il Collegio Aeronautico “Bruno Mussolini” progettato da Cesare Valle), la Storia del Volo fu realizzata fra il 1938 e il 1941 dalla ditta Rimassa su disegni del viterbese Angelo Canevari. Capofila dell’arte musiva italiana e legato agli ambienti futuristi, il pittore ha raccontato la storia del volo da Icaro fino all’ultima guerra mondiale, utilizzando la tecnica “a rovescio”: le tessere furono applicate su pannelli per poi essere incollate alle pareti come arazzi.

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La decorazione ha inizio sulle rampe di accesso all'edificio, con due fasce a mosaico raffiguranti aquile imperiali. Partendo dai primi studi aeronautici di Leonardo, l’epopea narra della nave volante di Lama del 1670 e dei voli aerostatici del fratelli Lunardi, proseguendo con il primo aeroplano del fratelli Wright del 1903, fino all’esaltazione della spiccata vocazione per il volo del popolo italico, culminata nella Trasvolata Atlantica di Italo Balbo del 1934. Dopo anni d’incuria “ideologica”, i mosaici sono stati restaurati nel 2005 dal Comune su “imput” dell’allora assessore Gabriele Zelli, in accordo con le Belle Arti. La Storia del Volo forlivese è stata degnamente celebrata da Cesare Sangiorgi nel suo recente libro “Con gli occhi rivolti al cielo. I mosaici del Collegio Aeronautico di Forlì”, Risguardi Edizioni. Degno di nota anche il pieghevole sui Mosaici realizzato da Franco Vignazia proprio in funzione della visita di Sgarbi. “Questi mosaici – precisa il critico – fanno parte del buono che c’è stato durante il fascismo, che tenne in gran conto l’architettura, l’arte e la scultura, attirando a sé letterati e uomini geniali come Pirandello e Marconi, senza doverli mai obbligare con una pistola”. Degna di menzione anche la chicca finale dell’intervento di Sgarbi: “L’era del giudizio negativo a tutto tondo del fascismo è finita”. La Mostra del 900 in corso al San Domenico è la dimostrazione che “Forlì è sulla buona strada per valorizzare le proprie eccellenze culturali”.

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