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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Torna la Fiera di Santa Lucia, le radici secolari della festa religiosa: il programma delle celebrazioni

L’evento mercantile, che quest’anno riprende dopo la sospensione del 2020 causata dal covid, scorre in parallelo con la festa religiosa

Vanta radici secolari la grande fiera ambulante di Santa Lucia, in programma dalle 7.30 alle 20 di lunedì 13 dicembre a Forlì, lungo corso della Repubblica e il lato sud di piazza Saffi, con ben 120 bancarelle cariche di dolciumi, giocattoli, pelletteria, articoli per la casa e gastronomia. L’evento mercantile, che quest’anno riprende dopo la sospensione del 2020 causata dal covid, scorre in parallelo con la festa religiosa che si svolge all’interno della chiesa barocca di corso della Repubblica. Domenica 12, giorno della vigilia, alle 17 recita del rosario, seguita alle 17.30 dalla santa messa e dalla benedizione degli occhi nella sala del chiostro attigua alla chiesa. Le celebrazioni si svolgeranno nel rispetto delle norme anticovid e la benedizione sarà fatta senza toccare gli occhi dei fedeli. Lunedì 13 sono previste sante messe alle 6.30, 8.30, 10, 15 e 17.

Alle 19 è in programma la liturgia eucaristica presieduta dal vescovo di Forlì-Bertinoro mons. Livio Corazza. Alle 16.30 esposizione del SS. Sacramento, rosario e canto dei vespri. Alle 7.30 riprenderà anche la benedizione degli occhi nel chiostro. Le offerte raccolte durante la festa saranno devolute per la manutenzione della chiesa e per la missione del Congo, dove ha vissuto e operato per molti anni il missionario saveriano padre Gino Foschi, scomparso nel 2017. In passato, oltre alla vista, santa Lucia proteggeva un’altra “condizione” sociale assai poco gradita: le donne nubili. Per le giovani forlivesi in cerca di marito, soprattutto le più povere e senza dote, farsi vedere in chiesa a Santa Lucia nell’arco della giornata, significava rendere di dominio pubblico la volontà di accasarsi, una sorta d’offerta di matrimonio. La grande sagra popolare, ancora lontana dall’attuale proliferazione di lotterie di Capodanno, “Gratta e Vinci” e Superenalotto, viveva nell’attesa della Tombola comunale, che si estraeva sul far della sera dal balcone principale del palazzo municipale.

Gran parte della popolazione rurale si riversava nel borgo dall’ottocentesca barriera Cotogni, sostituito in età fascista dai palazzi gemelli progettati dal grande architetto razionalista Cesare Bazzani e realizzati dalla Ditta Ettore Benini. Borgo Cotogni, l’odierno corso della Repubblica, era illuminato dai lumi in acetilene dei venditori, creando uno scenario impareggiabile. Il 13 dicembre il cristianesimo festeggia Lucia, fanciulla nata a Siracusa nel 383 e martirizzata nel 304 dall’imperatore romano Diocleziano, che punì il suo rifiuto di adorare gli dei pagani. Le sue reliquie vennero portate poi a Costantinopoli e infine a Venezia, nella chiesa di San Geremia, dove sono custodite tuttora. E a un siciliano, Sant’Orso, che all’inizio del V secolo fu vescovo di Ravenna, risale la diffusione della devozione della santa anche in Romagna. La solennità è contigua al solstizio d’inverno, il 21 dicembre, da cui il detto popolare “Santa Lucia il giorno più corto che ci sia”: facile pensare che la chiesa di Roma abbia voluto così sostituire le feste “pagane” inneggianti alla luce, diffuse in tutto l'emisfero nord del mondo. A questa tema della luce è legato il patronato della vista per la quale Lucia, raffigurata con la palma del martirio e in mano un piatto con gli occhi, è invocata. In base alle cronache cittadine, l’esplosione della devozione forlivese per la martire siracusana risale al Cinquecento.

Centro nevralgico dell’evento resta la chiesa parrocchiale omonima, posta a metà di corso della Repubblica. Ad erigere il luogo di culto, inizialmente intitolato a San Francesco di Paola, provvide fra Giuseppe Merenda, il monaco architetto che già aveva lavorato alla Domus Dei, l’attuale Pinacoteca. La costruzione iniziò nel 1614 su iniziativa dei monaci Minimi. Con la soppressione dell’ordine da parte di Napoleone nel 1797, il tempio divenne chiesa parrocchiale col titolo odierno di Santa Lucia. La facciata odierna risale al rifacimento del 1829 ad opera di Giuseppe Pani.
 

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