Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Tra colori e ricordi, un ingresso a mosaico che ricorda un teatro: "Primavera" accoglie i bimbi della scuola Focaccia

La Referente del progetto, Valentina Balestra, spiega l'idea didattica sviluppata: "Il progetto di plesso è nato per riqualificare e rendere più gradevole ed accogliente l’edificio scolastico"

Un ingresso colorato ed accogliente. E' stato inaugurato mercoledì mattina alla scuola primaria "Focaccia" di viale dell'Appennino il portale a mosaico realizzato dall’artista Luigi Impieri, insieme agli alunni, nell’ambito del progetto didattico “La Bellezza del nostro Territorio”. Al taglio del nastro del nastro hanno partecipato tra l'altro il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, l'assessore all’Istruzione, Paola Casara, e due rappresentanti dell’ufficio scolastico provinciale, Massimo Perazzoni dell’ufficio Inclusione e Enrica Calabrò del settore scuola Primaria.

"Si è concluso dopo un percorso didattico triennale il Progetto d’istituto “La Bellezza” di cui è stata ideatrice e referente la maestra Valentina Balestra e che ha visto l’apporto e il contributo per la sua realizzazione di numerose componenti del nostro territorio forlivese, tra cui l’Azienda Agricola San Martino, l’Associazione Genitori I.C.8. e il Comitato di Quartiere San Martino in Strada - spiega il dirigente scolastico, Maria Teresa Luongo -. Grazie a loro tre anni fa è stato comprato per la nostra scuola il forno di ceramica che ha permesso l’inizio del progetto didattico incentrato proprio sulla lavorazione della ceramica con la realizzazione da parte degli alunni delle piastrelle e formine che oggi costituiscono il mosaico del portale d’ingresso della scuola primaria Focaccia".

"Il progetto didattico ha avuto inizio con lettura nelle classi del racconto di B. Alemagna “I Malfatti” sulla bellezza della diversità e dei difetti che ci caratterizzano e che possiamo vedere come risorse, ed è poi proseguito nel Laboratorio di Ceramica dove gli alunni della scuola primaria, con la collaborazione della professoressa di Arte Buriassi Luana, hanno realizzato piccoli manufatti in ceramica smaltata. Infine in questo anno scolastico si è creato il Portale “La bellezza del nostro territorio - prosegue -. Infatti, sono stati proprio le alunne e gli alunni della scuola primaria, guidati dall’artista Impieri, ad inserire i manufatti e le tessere di ceramica realizzati nel mosaico che oggi abbellisce l’ingresso della nostra scuola insieme a degli “oggetti del ricordo” che gli stessi alunni hanno scelto di collocare all’interno dell’opera".

La Referente del progetto, Balestra, spiega l'idea didattica sviluppata: "Il progetto di plesso è nato per riqualificare e rendere più gradevole ed accogliente l’edificio scolastico, in particolare la parte del plesso destinato alla scuola primaria, ma con l’idea di portare avanti negli anni l’iniziativa in modo da ampliare la proposta agli altri cicli di scuola presenti nel plesso San Martino. Il tema del “bello”, dallo spettro semantico così ampio e ricco, si presta ad essere calato nella quotidianità e nel lavoro delle diverse fasce d’età degli alunni, guardandolo da diversi punti di vista o analizzandone aspetti differenti"

"Sappiamo che le caratteristiche fisiche dell’ambiente in cui ci troviamo influiscono, anche in modo importante, sul nostro stato d’animo predisponendoci o meno verso quel luogo - prosegue Luongo nell'illustrare la valenza educativa e didattica del progetto -. E’ ovvio che una scuola piacevole, colorata, curata predispone al “bello” e si fa tramite silenzioso di messaggi importantissimi: primo fra tutti quello per cui un luogo curato e gradevole è un luogo importante, degno, un luogo che va rispettato. Di conseguenza tutti i valori legati alla cittadinanza e al vivere in comunità fanno capolino: il rispetto del “bene comune”, la partecipazione attiva nel proteggere gli ambienti e le cose che sono di tutti (e proprio perché di tutti sono anche “mie”), il valore delle regole condivise che ci permettono di vivere i nostri spazi in modo razionale e sicuro, ma anche la valorizzazione, all’interno del gruppo, dell’individualità di ciascuno, che col proprio apporto e le proprie specificità può far parte di qualcosa di più grande che va oltre la somma dei singoli. Crediamo che un luogo dove si fa cultura abbia il dovere ed il diritto di essere un luogo stimolante, accogliente, magari anche affascinante".

L'opera prende il nome di "Primavera": "Il titolo infatti vuole indicare una rinascita, una palingenesi, in un senso molto ampio del termine, poiché vuol essere un invito a riconsiderare gli aspetti educativi, che l’arte, tramite il senso del bello, può trasmettere ai luoghi anonimi delle città, attraversati ogni giorno da cittadini più o meno distratti e frettolosi - illustra Impieri -.Pensiamo ad esempio alle scuole, luogo di incontro e di aggregazione di grandi e piccini ma che molto spesso mancano di un’anima identitaria, essendo viste e anche vissute unicamente come luoghi funzionali a svolgere il proprio compito".

"Abbellire il portale della scuola ha significato per me, creare un attraversamento magico che infondesse, stupore, meraviglia, gioia, magia, piacere, insomma tutto ciò che è basilare per un buon apprendimento - continua Impieri -. L’idea mi è stata fornita dal luogo stesso, un bellissimo parco di abeti, dentro al quale si trova immersa la scuola e quindi, anche per questo, ho immaginato un’integrazione tra natura reale e quella più fiabesca ed immaginaria riprodotta nella decorazione, integrata ad una sorta di fondale teatrale composto da figure che alludono al sentimento dell’amore: pesci, lucertole, gechi e fiori: insomma esseri che simboleggiano un aspetto importante della storia evolutiva delle specie, nel passaggio progressivo dal mondo acquatico, a quello terrestre. Ho eseguito questa mia opera utilizzando la tecnica del mosaico trencadís, termine catalano che significa “frantumato”".

L'artista entra nel dettaglio: "Mi sono altresì servito dell’utilizzo di frammenti di maioliche e vetri, al fine di riempire le figure rappresentate, per dare loro riflessi e rifrazioni differenziati di luci e colori, meglio amplificati dalla stuccatura finale, che è servita a riempire gli spazi fra le “tessere musive” e a creare superfici uniformi. Un aspetto infine molto importante è stato quello di fare partecipare attivamente gli alunni coadiuvati dai loro insegnanti, per renderli partecipi attivamente alla realizzazione dell’opera. Per questo molti di loro hanno creato ceramiche, le hanno cotte e infine le hanno attaccate. Altri, insieme ad insegnanti e personale scolastico, hanno portato piccoli oggetti da casa, bigiotterie, bomboniere, gadget, conchiglie, oggetti che adesso contengo la memoria, le suggestioni, i sentimenti, i ricordi, di coloro i quali facendone dono alla scuola, si sentiranno animati da un più marcato spirito identitario di appartenenza. Anche tali oggetti sono stati inseriti nell’opera dai bambini, che hanno, con grande entusiasmo partecipato a questa attività artistica coinvolgente, attraverso la quale ognuno di loro si è sentito testimone, anzi protagonista di un’azione artistica partecipata, di cittadinanza attiva, volta al bello, alla cura e al pubblico decoro di un luogo, fondamentale per la formazione delle giovani generazioni : la scuola. Insomma volendo parafrasare il titolo di un romanzo di Jonathan Safran Foer, ispirato ad una frase tratta da “L’Insostenibile leggerezza dell’essere”, di Milan Kundera, adesso la Scuola Primaria Focaccia è illuminata".

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