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Semilibertà per Occhipinti? "Nessun perdono per nessuno"

L'Associazione dei familiari delle vittime della Una Bianca si è detta sconcertata quando ha reso nota la notizia: Marino Occhipinti ha chiesto la semilibertà

L'Associazione dei familiari delle vittime della Una Bianca si è detta sconcertata quando ha reso nota la notizia: Marino Occhipinti ha chiesto la semilibertà. L'ex agente della Mobile è condannato all'ergastolo per l'omicidio di Carlo Beccari, freddato il 19 febbraio dell''88, durante l'assalto ad un portavalori. La richiesta di semilibertà è stata fatta al tribunale di Venezia, perchè il componente della banda, guidata dai fratelli Savi, ne ha maturato il diritto, dopo 20 anni.

Dal 1994 è in carcere e, considerando i mesi di sconto per buona condotta, Occhipinti prima di Natale ha inoltrato la richiesta durante l'udienza al Tribunale di sorveglianza di Venezia. Aveva già ottenuto premessi premio, che avevano scatenato polemiche, per partecipare, nel 2010, alla via Crucis e anche al funerale del padre, a Santa Sofia.

L'uomo, originario di Corniolo, compirà 46 anni in febbraio. La richiesta che ha fatto infuriare i familiari delle vittime arriva proprio a ridosso dell'anniversario dell'eccidio del Pilastro: il 4 gennaio 1991 tre carabinieri furono ammazzati a colpi di mitra dai componenti della banda.

Alla madre di Marino Occhipinti che, come ha riportato l'edizione bolognese del Resto del Carlino, ha chiesto perdono ai familiari delle vittime della Uno Bianca arriva la risposta di una delle madri delle vittime. Quella di Otello Stefanini, uno dei tre carabinieri freddati: "E io mio figlio dove lo vedo? Il mio stava nel bene". La madre di Occhipinti ha anche chiesto di poter riavere a casa il figlio attualmente in carcere a Padova.

"Nessun perdono per nessuno". Questo ha ribadito la madre del carabiniere proprio al termine della commemorazione per l'eccidio del Pilastro, dove furono freddati Stefanini, Mauro Mitilini e Andrea Moneta.

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