A San Mercuriale una veglia di preghiera per i martiri dello Sri Lanka

Il vescovo Livio Corazza presiederà un momento comunitario di preghiera e riflessione per le vittime del terrorismo nell’isola di Ceylon e per tutti i cristiani perseguitati

Veglia per i martiri dello Sri Lanka. Martedì, in San Mercuriale, alle 20.45, il vescovo Livio Corazza presiederà un momento comunitario di preghiera e riflessione per le vittime del terrorismo nell’isola di Ceylon e per tutti i cristiani perseguitati. "Purtroppo - commenta il parroco abate di San Mercuriale don Enrico Casadio, promotore della veglia, che culminerà nella recita del Santo Rosario - per oltre 200 persone, quasi tutti cristiani, la domenica di Pasqua e di Risurrezione si è rivelata piuttosto un venerdì santo di dolore, di sangue, di strazio. La chiesa diocesana di Forlì-Bertinoro si unisce a Papa Francesco nel condannare questa crudele violenza che ha colpito i cristiani mentre celebravano la festa principale della loro fede".

Un primo momento di suffragio si è svolto domenica scorsa in Cattedrale, presieduta sempre dal vescovo. “Affettuosa vicinanza” alle vittime delle stragi nello Sri Lanka è stata espressa da Papa Francesco. "Ho appreso con tristezza e dolore la notizia dei gravi attentati che, proprio oggi, giorno di Pasqua, hanno portato lutto e dolore in alcune chiese e altri luoghi di ritrovo dello Sri Lanka", ha affermato Papa Francesco nell'augurio pasquale, dopo la Benedizione Urbi et Orbi dalla loggia centrale della Basilica Vaticana.

"Desidero manifestare la mia affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, colpita mentre era raccolta in preghiera, e a tutte le vittime di così crudele violenza", ha detto Francesco. “Tre chiese in Sri Lanka – scrive la blogger cattolica Silvana de Mari - colpite da bombe in occasione della funzione pasquale. Non sono morti nel Mediterraneo, quindi di loro importerà poco. Ricordiamoli noi. Sono morti durante la Messa Pasquale, dopo la confessione in attesa della Comunione, con una porta spalancata su un’eternità di luce. I feriti, quelli che piangono i morti, sono nei nostri cuori. Colpiti anche tre alberghi: la colpa imperdonabile di essere stranieri, infedeli. La Passione di Cristo è finita, continua quella dei cristiani”.

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