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Via Crucis del Venerdì Santo nel cuore del centro storico

Settimana Santa, è tempo di Via Crucis. Esordirà questa sera, alle 20.45, dal sagrato della chiesa di Schiavonia, in piazza Galla Placidia, la consueta “Via Crucis del Venerdì Santo” nel cuore dell'urbe

Settimana Santa, è tempo di Via Crucis. Esordirà questa sera, alle 20.45, dal sagrato della chiesa di Schiavonia, in piazza Galla Placidia, la consueta “Via Crucis del Venerdì Santo” nel cuore dell'urbe. Promossa dal Vicariato “Forlì Centro Storico” e curata dal diacono permanente Pino Briccolani, la processione seguirà un percorso assolutamente inedito rispetto al passato: se lo scorso anno aveva privilegiato i luoghi di spiritualità a partire dal monastero delle Clarisse di San Biagio, stasera sfilerà lunga via Lazzarini e corso Garibaldi, piazzale Melozzo, ancora corso Garibaldi sino a via Albicini, per continuare lungo via Marcolini e sfociare nelle piazze del Duomo, Giovanni Paolo II e Ordelaffi, per l'ultima sosta prima dell'arrivo in Duomo.

Anche quest'anno, nella serata in cui si fa memoria dell'ascesa al Calvario di Gesù Cristo, prologo della sua morte in croce e resurrezione, sono previste alcune stazioni di preghiera e riflessione: a parte la tappa iniziale sul sagrato di Santa Maria in Laterano (è il nome completo del tempio ottocentesco posto nel quartiere Schiavonia, il più antico della città), spiccano la Santissima Trinità, rifatta nel Settecento e un tempo lambita persino da un braccio del fiume Montone, la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, detta di San Giuseppino, attuale luogo di culto dei tanti immigrati cristiano-ortodossi giunti a Forlì, la chiesa di San Francesco retta dai frati Minori Osservanti, e infine il fronte principale del monastero di clausura del Corpus Domini, in piazza Ordelaffi, dimora da oltre due secoli delle Clarisse urbaniane (da non confondere con quelle di San Biagio).

Alle 22, il corteo farà l'ingresso in Cattedrale per la funzione conclusiva e l'annuncio solenne della Pasqua da parte del vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi. Seguirà l'adorazione corale del crocifisso ligneo portato in processione. L'intera funzione religiosa, diffusa lungo il percorso da altoparlanti “wireless”, sarà allietata dal Coro vicariale. L'odierna processione del venerdì santo, cadenzata sullo stile della via crucis liturgica, è apparsa sul quadrante del centro storico cittadino 35 anni fa, nel 1977. Il suo percorso ricalca però una ben più antica “Processione del sacro legno della croce”, tenutasi fino all'ultimo concilio ecumenico Vaticano II.

“Quel rito - amava raccontare monsignor Ettore Sozzi, ultimo rettore della Cappella della Madonna del Fuoco in Cattedrale fino alla scomparsa, nel luglio 2007 - era strettamente legato al pezzetto di legno, tuttora conservato in Duomo ed esposto il 14 settembre, che la tradizione popolare fa risalire direttamente alla croce di Cristo”. Non è certo un caso che l'ottocentesca cattedrale di Forlì sia intitolata alla “Santa Croce di Gerusalemme”. E proprio alle iniziative della Chiesa di Roma in Terra Santa e allo sparuto drappello di cattolici rimasti in Palestina, sarà devoluto il corrispondente in danaro del digiuno di quanti avranno preso parte alla solenne “Via Crucis” cittadina.

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