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Secondo parco urbano all'ex Eridania? Il sindaco: "Un sogno da finanziare col recovery fund"

Un "sogno" almeno da avviare entro la fine del mandato, quello di un secondo parco urbano della città da realizzare nell'immensa area verde dell'ex Eridania

Un "sogno" almeno da avviare entro la fine del mandato, quello di un secondo parco urbano della città da realizzare nell'immensa area verde dell'ex Eridania. E' così  che lo definisce il sindaco Gian Luca Zattini, che guarda ai futuri fondi del Recovery Fund. "Vorrei, alla fine del mio mandato, restituire totalmente a verde pubblico quest'area da 170mila metri quadri, di cui 50-60mila metri attualmente previsti di edificazioni. E' un mio grande sogno e quando ce lo potremo permettere sosterremo il progetto", spiega Zattini, riassumendo le varie iniziative messe in campo ambientale.

Il primo cittadino ricorda che i passaggi sono ancora tanti: "Il primo tema è che non è di proprietà pubblica, ma stiamo osservando la prossima asta fallimentare che parte ancora da una cifra considerevole, in secondo luogo c'è un edificio di archeologia industriale fortemente vincolato. Il recupero di una struttura simile a Parma è costato 40 milioni di euro". Il sogno però, è quello "di un parco delle stesse dimensione del Franco Agosto, che farebbe una Forlì verde che può dare  tanto ai cittadini". "Ci aspettiamo una massa enorme di denaro col recovery fund, per cui è bene avere pronta un'idea concreta". "Lo abbiamo fatto presente quando e' venuta la Giunta regionale al presidente Bonaccini- spiega Zattini- e' uno dei temi centrali del nostro futuro, un piano della citta' pronto, sulla base di queste linee guida, ci fa sperare di usare il fondo per ridisegnare la città".

Non è l'unica iniziativa sul fronte del verde pubblico. "Stiamo ragionando sui boschi urbani - prosegue il primo cittadino - lavoriamo sulla valorizzazione degli assi fluviali, veri e propri patrimoni naturalistici da restituire ai cittadini, sugli edifici pubblici energivori". Sul campo solare di Villa Selva, Zattini apre una parentesi, definendolo un "fallimento amministrativo", poiché la resa è di gran sotto le aspettative e l'investimento fatto. "Piuttosto che disperdere- anticipa- creiamo condizioni di maggior appetibilita' per far sì che questa energia pulita trovi mercati e possa essere produttiva al 100%". Il campo solare di Villa Selva, infatti, inaugurato nel 2015, attualmente produce il 50% dell'energia che è nel suo potenziale e ne vende molto meno.

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