Alluvione a Palermo, un post social dell'assessore accende la reazione del centrosinistra

Oggetto del dibattito l'alluvione che ha travolto mercoledì pomeriggio Palermo. Ad accendere le reazioni del centrosinistra le parole scritte dall'assessore della giunta Zattini, Andrea Cintorino

Un post pubblicato sui social accende una nuova polemica politica. Oggetto del dibattito l'alluvione che ha travolto mercoledì pomeriggio Palermo. Ad accendere le reazioni del centrosinistra le parole scritte dall'assessore della giunta Zattini, Andrea Cintorino, le cui origini sono palermitane: "A furia di pensare solo agli immigrati, il sindaco Orlando dimentica i cittadini di Palermo: basta un temporale e la città finisce sott'acqua". Da Cintorino anche parole di ringrziamento "alle forze dell'ordine, ai Vigili del Fuoco e ai soccorritori impegnati fin da subito nel salvare le persone intrappolate all'interno delle macchine". "La mia amata Palermo - ha concluso - non merita tutto questo".

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Esternazioni che hanno innescato le reazioni di Italia Viva, Pd e "Forlì & co". Così i renziani: "Mentre tiriamo un sospiro di sollievo di fronte alla notizia che il nubifragio che si è abbattuto ieri su Palermo non avrebbe provocato vittime, leggiamo un post della nostra assessora Cintorino che, emulando il suo leader Matteo Salvini, non ha perso l'occasione per fare una becera propaganda politica su una tragedia di fronte alla quale si dovrebbero abbassare gli occhi in segno di rispetto per chi si è trovato coinvolto in una situazione imprevedibile quanto può esserlo una improvvisa bomba d'acqua. E invece no, anche questa è stata un'occasione per sparare a zero sui migranti, come se anche il metro di pioggia caduta ieri in meno di due ore su Palermo fosse colpa loro. Assessora Cintorino forse sarebbe più utile chiedere al Governatore della sua Sicilia Nello Musumeci di programmare interventi sulla viabilità e sulla rete fognaria piuttosto che copiare certi post". 

"Dispiace che l'assessora Cintorino non si sia risparmiata l’ennesimo sciacallaggio politico, tra l’altro utilizzando il proprio profilo istituzionale, facendo copia incolla del post con cui Salvini correlava la tragedia alla gestione dell’immigrazione del sindaco Orlando - sono le parole dei dem -. Invitiamo l'assessora Cintorino ad avere - invece - più attenzioni per il proprio mandato amministrativo che ha visto la Città di Forlì assurgere alle cronache nazionali per vicende che ne hanno direttamente danneggiato l'immagine. Non è infatti il primo scivolone dell’assessora. Basti pensare all’episodio dei fondi all'associazione "Un Secco no alle discriminazioni", negati in nome di un modello unico di famiglia. Si concentri piuttosto sui suoi impegni amministrativi, come quello relativo alla Partecipazione, con riferimento al quale attendiamo che chiarisca le proprie intenzioni di eliminare i quartieri e farne eleggere i rappresentanti direttamente dalle forze politiche. Una lottizzazione inaccettabile che non riconosce l’impegno degli oltre 300 volontari forlivesi che animano quotidianamente i comitati di quartiere".

Per "Forlì & co" "ttali affermazioni riprendono parola per parola un post con il quale il segretario della Lega Salvini si lasciava andare allo sciacallaggio politico sul luttuoso avvenimento. Crediamo che un pubblico amministratore abbia innanzitutto il dovere di non utilizzare i propri canali di comunicazione istituzionale per fare una triste strumentalizzazione politica e debba inoltre mantenere atteggiamenti consoni al ruolo che gli è stato affidato, che è di rappresentanza di tutti i cittadini. Invitiamo inoltre l’assessora ad occuparsi meno della propaganda nazionale della Lega e maggiormente del proprio mandato amministrativo, che fino ad ora l’ha vista produrre solamente l’imbarazzante e discriminatoria decisione di negare i finanziamenti ad attività di prevenzione contro la violenza di genere e legata all’orientamento sessuale e la discutibile bozza di revisione dei regolamenti dei quartieri, che se applicata cancellerebbe di fatto questi importanti istituti di partecipazione dei cittadini e li sostituirebbe con un farraginoso sistema di nomine da spartirsi fra le forze politiche".

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