Elezioni, Montepaschi: "Come trasformare una grande banca in una banca grande ...disastrata"

"Cominciamo subito col dire una cosa: solidarieta' totale ai colleghi della rete che tutti i giorni in filiale svolgono degnamente il loro ruolo di bancari"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"Cominciamo subito col dire una cosa: solidarieta' totale ai colleghi della rete che tutti i giorni in filiale svolgono degnamente il loro ruolo di bancari. Costoro non hanno la benche' minima responsabilita' dei disastri che l' Istituto senese ha compiuto sui derivati e su altre operazioni diciamo cosi,' spericolate; non hanno colpe, ma anzi sono vittime delle chiusure previste (a Meldola per esempio) dalla nuova governance per ridurre i costi e cercare di salvare il salvabile.

Ma prima che Bersani ci sbrani (parole sue), lasciateci argomentare sui fatti che dominano tutti i quotidiani per poi avanzare alcune ricette previste nel programma del Mir di Samori. Il Montepaschi e' una banca il cui Consiglio di Amministrazione e' formato da membri nominati dal Comune di Siena, dalla Provincia di Siena, dalla Regione Toscana ed uno dalla Curia.
Non solo a Siena, ma in tutta Italia il filo rosso che lega il Pd a tale Istituto e' ben noto e non occorre essere degli addetti ai lavori per saperlo. I tentativi di prendere le distanze effettuati in queste ore dai massimi organi del Partito Democratico, paiono pertanto alquanto velleitari.

Ma non e' qui che vogliamo soffermarci per non strumentalizzare i fatti. Noi vorremmo sapere per quale motivo nel 2007, Mussari e c. decisero di acquisire la banca Antonveneta soffiandola al Santander per 9 miliardi contro i 7 chiesti dall' Istituto spagnolo. Vorremmo sapere perche' invece di finanziare la piccola e media impresa, le famiglie, si e' proceduto con operazioni come quella sui derivati terminati in un bagno di sangue. Vorremmo sapere che fine faranno i risparmiatori, coloro che hanno obbligazioni pluriennali il cui valore di mercato e' sensibilmente calato, per non parlare delle azioni.

Beh allora la morale e' una sola: la lezione serva a tutti per far uscire la politica dalle banche. Da tutte le banche. I manager devono essere espressione delle migliori risorse emerse all' interno dell' organizzazione. Quando questo succedera', le banche torneranno ad essere banche. Il Montepaschi a questo punto, dopo gli aiuti del Governo deve essere nazionalizzata. Dovra' avere accesso alla Bce come le altre banche private ed il suo compito sara' la concessione del credito a tassi umanamente accessibili.

A cominciare dai giovani che non hanno alle spalle famiglie benestanti e che non possono intraprendere nuove attivita' o se hanno accesso al credito l' hanno al 10% con la conseguenza di anticipare il proprio fallimento. Inoltre i nuovi dirigenti della Banca dovranno percepire emolumenti in linea con le nuove politiche del Mercato. Non e' pensabile che manager che hanno ridotto in questo stato un cosi' prestigioso Istituto, possono continuare a percepire stipendi ben superiori ad esempio di Mario Draghi, presidente Bce".

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