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Unieuro, Tommaso Oxilia si confessa: "L'infortunio? Un percorso che mi ha rafforzato molto"

Nell'ultima sfida dominata dall'Unieuro contro Imola, Oxilia è stato impiegato con ragionevolezza da coach Sandro Dell'Agnello

Dopo otto mesi lontano dal campo, finalmente Tommy Oxilia è tornato a dare il suo contributo all’Unieuro: il numero 23, in un’intervista a ForlìToday, dopo aver rassicurato sulla sua condizione fisica, si è rivelato consapevole delle capacità sue e dei compagni (“Se giochiamo bene possiamo vincere qualsiasi partita”). Anche sull’impiego da play, Oxilia si vede molto bene: il percorso nel ruolo era già cominciato lo scorso anno sotto la guida di Giorgio Valli. Nell'ultima sfida dominata dall'Unieuro contro Imola, Oxilia è stato impiegato con ragionevolezza da coach Sandro Dell'Agnello, mettendo sulle gambe altri 18 minuti, distinguendosi per 4 assist, altrettanti rimbalzi difensivi e 2 punti

Tommaso, sei appena rientrato dall’infortunio al crociato: a che livello di condizione ti senti? Quando pensi tornerai ad essere al 100%?
“In questo momento mi sento bene, sono contento di come sta andando il mio recupero. Riesco a fare tutti gli allenamenti della settimana, sempre con il dovuto riposo, sempre con delle pause durante l’allenamento, ma non ho bisogno di saltare nessun giorno e questo già è un ottimo passo. Scientificamente dicono che più o meno, per tornare al 100% come prima di farsi male, debba passare un anno da quando si è operati. Io spero di tornare al 100% prima, già adesso mi sento bene e penso avanti”.

Quanto è importante la componente psicologica nell’affrontare una riabilitazione da un infortunio al legamento crociato?
“Molto. Bisogna lavorare tanto oltre che sul ginocchio anche sulla testa; è importante cercare di farsi passare la paura di fare qualsiasi cosa il prima possibile. Il ginocchio, quando ti danno il via libera, è pronto per fare quasi tutto, è importante esserne consci e non privarsi di fare niente. È normale avere un po’ di paura nei primi allenamenti, poi bisogna cercare di andare avanti e tornare a giocare senza pensare al ginocchio, pensando soltanto a giocare”.

In questi otto mesi hai vissuto qualche momento di difficoltà, dove hai pensato che il rientro a campionato cominciato ti avrebbe condizionato in negativo la stagione?
“Momenti di difficoltà li ho avuti nel primo periodo appena mi sono fatto male, perché comunque ero triste, non me ne capacitavo di come potesse essere successo e del perché fosse successo. Mi facevo tante domande. Iniziata la riabilitazione, nella mia testa è iniziato un processo per tornare a lavorare e a stare bene il prima possibile. Non ho paura di avere perso del tempo, sono cose che purtroppo succedono a tantissimi giocatori. È successo a me, è stato un percorso che mi ha rafforzato molto su altri aspetti sia mentali sia della pazienza, oltre che comunque fisicamente, perché ho avuto la possibilità di lavorare sui miei difetti magari fisici o tecnici. Quindi questi otto mesi li ho presi come momento di crescita globale”.

Il coach ti vede come un play aggiunto, tu ti vedi in questo ruolo?
“Mi ci vedo molto bene, sia in partita che in allenamento. Anche lo scorso anno con Giorgio (Valli, ndr) avevamo intrapreso questa strada. Mi piace proseguire su questo cammino”.

Ad oggi, indipendentemente dagli obiettivi fissati in estate, dove pensi potrà arrivare questa Unieuro? Quali sono le sue attuali ambizioni?
“Non lo so. Penso soltanto che siamo una buonissima squadra, se giochiamo bene assieme possiamo vincere qualsiasi partita. Poi, obiettivi o non obiettivi è meglio sempre non prefissarseli e pensare sempre partita per partita. Il dato di fatto è che secondo me siamo un ottima squadra e in questo momento stiamo attraversando un bel periodo”.

Avete raggiunto le Final Eight. Per voi questa competizione rappresenta più un obiettivo o una vetrina per chi ha giocato meno? Il coach ve ne ha già parlato?
“No, anche perché verranno fatte tra un po’. Comunque sono un motivo d’orgoglio, perché hai finito il campionato qualificandoti tra le prime 4, quindi hai fatto in questa metà un percorso importante. Ci siamo presi anche una piccola rivincita dallo scorso anno, quando pur andando bene non siamo riusciti ad entrare per un pelo. Ce le giocheremo a viso aperto”.

Pensi che esista una favorita per la vittoria del campionato?
“Sulla carta si può dire che Verona sia costruita, profonda e con nomi importanti. Il livello del campionato si vede anche dai risultati di domenica in domenica, ci sono squadre che vincono partite che non ti aspetteresti. È un campionato molto equilibrato, sulla carta la più programmata per fare il salto di qualità è Verona”.

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