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Rifiuti non riciclabili, Hera risponde al Taaf: "Termovalorizzazione alternativa alla discarica"

Così Hera: "Ricordiamo tra l’altro che al recupero energetico vengono inviati solo gli ingombranti non recuperabili in altro modo"

In merito alle osservazioni espresse dal Taaf sul ruolo di Hera nella gestione dei rifiuti, l'azienda risponde focalizzandosi su alcuni punti illustrati dagli ambientalisti. "In primo luogo, la normativa nazionale che consente di computare nelle raccolte differenziate alcune frazioni di rifiuto non riciclabili inviandole a recupero energetico è una soluzione alternativa per tutti quei sovvalli, ad esempio il misto plastica o certi ingombranti, che altrimenti finirebbero in discarica perché non riciclabili o recuperabili in altro modo - esordisce Hera -. Oppure il Taaf preferisce come alternativa alla termovalorizzazione l’utilizzo di questo tipo di impianti, che anche l’Unione Europea considera l’ultima strada da percorrere? Ricordiamo tra l’altro che al recupero energetico vengono inviati solo gli ingombranti non recuperabili in altro modo".

Per quanto riguarda il tema del consumo delle risorse, il riuso dei beni e il riciclo, "la sensibilità non ci manca e lo dimostrano i tanti progetti che già da anni portiamo avanti - viene evidenziato dalla società -. Ricordiamo che il Gruppo è entrato a fare parte già nel 2017, primi in Italia, della Fondazione MacArthur, uno dei principali network a livello mondiale sulla transizione verso un’economia circolare, proprio grazie al raggiungimento con largo anticipo degli obiettivi fissati dall’Unione europea, ai progetti in campo per la produzione di biometano e all’ingresso nel settore del riciclo della plastica con l’acquisizione di Aliplast, eccellenza nazionale, che chiude il ciclo di questo delicato materiale".

Hera, viene comunicato, "ha inoltre aderito, assieme a 250 aziende di tutto il mondo, al “New Plastics Economy Global Commitment” per contrastare all’origine l’inquinamento da rifiuti plastici. Questo per citare solo alcune delle esperienze portate avanti. Proprio sul tema ingombranti, con il progetto Cambia il finale, attivo in 74 comuni emiliano-romagnoli, dal suo esordio nel 2014, abbiamo contribuito a dare nuova vita a oltre 3.600 tonnellate di materiali, sottraendole allo smaltimento, grazie alla collaborazione di una ventina di enti no profit. Tutte le informazioni sul progetto e tanto altro sono disponibili sul nostro sito".

Per quanto riguarda infine il prelievo del 5% sui rifiuti non inviati a riciclaggio, Hera replica: "Nella legge 16, diversamente da quanto sostenuto dal Taaf, è specificato all’articolo 4, comma 2, che questo fondo è compreso tra i “costi comuni” del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, che sono una componente dei Piani economici finanziari, come oltretutto esplicitato anche nel Regolamento di gestione del fondo approvato da Atersir".

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