Nuova aggressione in carcere, agenti feriti. La Cgil: "Situazione non più tollerabile"

Afferma il segretario del Fp Cgil, Daniela Avantaggiato: "Non è più tollerabile che la Polizia Penitenziaria e tutti gli operatori subiscano continue aggressioni"

Aggressione in carcere lunedì mattina per mano di un detenuto nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria, che stavano cercando di fermarlo il detenuto mentre stava cercando di compiere gesti di autolesionismo. Gli operatori di Polizia Penitenziaria si sono recati al locale pronto soccorso, riportando prognosi dai 15 ai 30 giorni. A riportare il caso è la Fp Cgil, che a tempo sta denunciando "che all’interno delle strutture penitenziarie avvengono aggressioni nei confronti degli operatori penitenziari con cadenza quasi giornaliera. E’ assolutamente indispensabile che l’amministrazione Penitenziaria sia a livello centrale sia a livello Regionale, intervenga con fermezza affinché simili episodi non accadano più. Il fenomeno delle aggressioni è di particolare gravità, perché umilia gli operatori penitenziari-poliziotti, personale civile e sanitario, perché la violenza,  comporta  stress da lavoro correlato, senza escludere il Burn out. Per questo diciamo basta".

Afferma il segretario del Fp Cgil, Daniela Avantaggiato: "Non è più tollerabile che la Polizia Penitenziaria e tutti gli operatori subiscano continue aggressioni. L’amministrazione deve intervenire con soluzioni idonee che fermino l’ondata di violenza che quotidianamente si registra all’interno degli Istituti penitenziari della nazione. Per la Casa Circondariale di Forlì è necessaria una nuova organizzazione del lavoro, che preveda soluzioni che possano arginare il triste fenomeno delle aggressioni, prevedendo un lavoro sinergico tra tutte le professionalità che prestano attività lavorativa all’interno della struttura penitenziaria".

"In più occasioni la Fp Cgil ha chiesto all’amministrazione penitenziaria, alle istituzioni e alla politica, di poter accelerare la fine dei lavori del nuovo istituto penitenziario, perché l’attuale struttura è datata e non idonea a soddisfare le nuove metodologie di vigilanza dei detenuti, scelte dall’amministrazione penitenziaria (aperture per almeno 8 ore giornaliere delle camere di pernottamento, vigilanza dinamica). Di recente al carcere di Forlì sono state aperte altre 2 sezioni, senza prevedere l’incremento del personale di Polizia Penitenziaria. Paradossalmente sono state assegnate 9 neo agenti femminile, che non possono avere contato con detenuti uomini, come previsto dalla normativa".

"Le aperture delle 2 sezioni, di fatto hanno incrementato la mole di lavoro, prevedendo turni di servizio di 8 ore giornaliere anziché 6 come previsto dal contratto, ricorrendo a prestazioni di lavoro straordinario spesso pagate con estremo ritardo - conclude -. E’ assolutamente necessario che l’amministrazione Penitenziaria Nazionale, Regionale, le Istituzioni locali e la politica, intervenga affinché presso la casa Circondariale di Forlì si apra un orizzonte lavorativo improntato sulla serenità lavorativa e sicurezza sul luogo di lavoro".

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