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Al via la prima stagione teatrale del Verdi di Forlimpopoli

8 spettacoli da febbraio a maggio più un progetto speciale per ragazzi

Il “Verdi” di Forlimpopoli, lo straordinario teatro ottocentesco reso celebre dall’incursione del Passatore di cui fu vittima anche Pellegrino Artusi, torna ad ospitare, proprio nell’anno del bicentenario artusiano, una stagione teatrale vera e propria. Anzi, una stagione teatrale particolarmente varia e ricca, per qualità (si va dal teatro comico a quello civile passando per il teatro musicale) e quantità (8 spettacoli di prosa in orario serale più un progetto speciale con 3 spettacoli per ragazzi in orario pomeridiano), firmata dall’associazione “Dire Fare”. “E’ una stagione volutamente eclettica – hanno spiegato il sindaco Milena Garavini e l’assessore alla cultura Paolo Rambelli – per dare risposta alle aspettative di tutti i forlimpopolesi, ma non solo, che da tempo attendevano di vedere una proposta teatrale continuativa e strutturata al Verdi. Si tratta certamente di una prima sperimentazione, da perfezionare ed ampliare, ma che – stando alle prenotazioni - sta già raccogliendo l’apprezzamento del pubblico”.

Ad aprire il cartellone serale sarà giovedì 6 febbraio alle 21.15 Max Paiella, voce storica del “Il ruggito del coniglio”, programma cult di Radio2, che presenterà con Flavio Cangialosi “Il boom”, ripercorrendo la storia del nostro paese negli anni Cinquanta e Sessanta attraverso le canzoni di maggior successo. A seguire, mercoledì 19 febbraio la comicità irriverente e sanguigna di Duilio Pizzocchi con il suo “Uanmensciò” che raccoglie tutti i suoi personaggi più celebri, dall’alter ego Duilio Pizzocchi a Donna Zobeide passando per il cattivissimo Ermete Bottazzi. Appuntamento inedito mercoledì 4 marzo, sempre alle 21,15, con Cristiano Cavina, scrittore di libri di successo come “Nel paese di Tolintesac” e “I frutti dimenticati”, che vestirà i panni dell’affabulatore per raccontare con l’accompagnamento musicale di Vittorio Bonetti il suo “Made in Romagna”.

La Romagna sarà quindi protagonista anche dell’appuntamento di mercoledì 18 marzo con “Purbion di Romagna” di e con Denis Campitelli e la sua antologia di poesie e aneddoti della nostra terra. Nuovo viaggio nel teatro musicale venerdì 27 marzo con Marco Morandi, Augusto Fornari e Toni Fornari con “Nel nome del padre (storia di un figlio di ...)” che sfrutta l’angolo prospettico privilegiato dell’essere figli di Gianni Morandi per raccontare una storia individuale - e quella collettiva - attraverso la musica, negli ultimi 50 anni in Italia. Primo appuntamento con il teatro civile venerdì 3 aprile con il racconto di Lorenzo Nicolini su Don Lorenzo Milani, intitolato “Cammelli a Barbiana” e affidato alle magistrali doti d’attore di Luigi d’Elia.

A seguire, venerdì 15, l’omaggio di Sandra Cavallini a Hannah Arendt ed al suo celeberrimo saggio su “La banalità del male” che prese spunto dal processo all’ufficiale delle SS Adolf Eichmann per denunciare come il male possa annidarsi, e svilupparsi, in ciascuno di noi, assumendo anche nella persona più grigia le forme del male assoluto.

Chiusura di stagione, venerdì 24 aprile, con una delle attrici più brave e coraggiose della scena teatrale italiana, Lella Costa, col suo viaggio attraverso le “Questioni di cuore” tratte dalla rubrica di Natalia Aspesi. Agli 8 spettacoli in serale si affiancheranno poi tre spettacoli per ragazzi curati dalla compagnia “Le quinte”, raccolti sotto il titolo di “Favole a teatro” e accomunate dalla formula “spettacolo più merenda”. In programma, a partire da sabato 8 febbraio alle 16 “Gian Burrasca”, “La gazza ladra” e “Cenerè”.

Da segnalare che in occasione dello spettacolo “La gazza ladra”, in programma sabato 21 marzo, sarà sperimentato per la prima volta in regione la formula dell’audio-descrizione per non vedenti di uno spettacolo per ragazzi grazie alla collaborazione con il Centro Diego Fabbri di Forlì. Questo servizio (che permette ai non vedenti di sentirsi raccontare in cuffia i movimenti di scena degli attori) è attivo da tempo nei teatri di prosa della regione, ma non era mai stato sperimentato prima in una stagione di teatro per ragazzi.     

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