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Barcaccia, gli ambientalisti al sindaco Drei: "Serve la demolizione totale"

"Le nostre motivazioni, dettagliate e supportate da documentazione tecnica qualificata, sono rimaste per ora inascoltate - viene sottolineato dalle associazioni -. Il Comune ha deciso e sembrerebbe tirare diritto per la sua strada".

Le Associazioni appartenenti al Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì, ad esclusione di Italia Nostra che ha assunto un’autonoma iniziativa legale, nel constatare la volontà del Comune, ribadita dal sindaco Davide Drei di procedere alla demolizione solo parziale del parcheggio di piazza Guido da Montefeltro, lasciando “per ora” invariata la "Barcaccia”,  esprimono la propria ferma contrarietà all’adozione di tale soluzione progettuale.

"La decisione presa dal Comune non solo contrasterebbe con il vigente Piano Urbanistico riguardante l’area, ma non rispetterebbe nemmeno i corretti criteri di buona gestione delle risorse economiche (fondi pubblici) necessari alla sua realizzazione", affermano Wwf, Pro Natura, Cga, Isde, Fiab, Clandestino, Gev, Anpana, Un Punto Macrobiotico, che "ritengono invece che la totale demolizione del parcheggio e la relativa sistemazione dell’area a zona verde sia la migliore scelta possibile".

"Le nostre motivazioni, dettagliate e supportate da documentazione tecnica qualificata, sono rimaste per ora inascoltate - viene sottolineato -. Il Comune ha deciso e sembrerebbe tirare diritto per la sua strada". Le Associazioni specificano che "di regola, non vengono prese posizione in mancanza di dati certi e documentati e si agisce senza alcun collateralismo politico".

"La nostra proposta tecnica ed economica, presentata all’Amministrazione Comunale il 18 marzo scorso, dimostra che la totale demolizione sarebbe possibile a costi compatibili con l’investimento già previsto dal Comune, pari a un milione e mezzo di euro, e potrebbe costituire la soluzione definitiva per l’intera area, a cui poi non occorrerebbe più porre mano nei tempi successivi", aggiungono.

"I materiali di risulta della demolizione (calcestruzzo e acciaio d’armatura) sarebbero interamente recuperati e riciclati, oppure venduti sul mercato con un ritorno economico per l’Amministrazione - continuano Wwf, Pro Natura, Cga, Isde, Fiab, Clandestino, Gev, Anpana, Un Punto Macrobiotico -. Dal punto di vista urbanistico ed architettonico la totale demolizione consentirebbe finalmente di liberare la zona da un manufatto riconosciuto da sempre come incongruo al contesto ambientale ed al complesso museale, come peraltro attesta chiaramente il parere del 2009, tuttora valido, della Soprintendenza di Ravenna".

"In ragione di ciò la precedente Amministrazione Balzani, in esito ad un approfondito percorso di analisi e studio urbanistico del comparto edilizio, ne aveva deliberato in Consiglio Comunale nel 2011 la totale demolizione - ricordano le associazioni -. La soluzione, definibile in due tempi, ora presentata dall’amministrazione Drei (prima la demolizione del solo parcheggio scoperto e poi, in un futuro indefinito, la demolizione della “barcaccia”) risulterebbe certamente più costosa, perché la sistemazione prevista a “giardino dei musei” dell’area dell’attuale parcheggio esterno dovrebbe essere poi totalmente rimossa per essere adeguata alla nuova sistemazione complessiva a verde, successiva alla ipotetica futura totale demolizione".

"Le opere necessarie per adeguare la “barcaccia” alla nuova ma temporanea sistemazione generale, modifiche ai parapetti, alle scale di accesso, nuovi muri di contenimento ed altro, costituirebbero un maggior costo non più recuperabile - illustrano gli ambientalisti -. Sarebbe spreco di denaro pubblico. In ragione di quanto sopra, le scriventi Associazioni esprimono il proprio parere negativo all’ipotesi progettuale comunale ed invita l’Amministrazione a voler riconsiderare la propria scelta di “Progetto Preliminare” già in sede di Progetto Definitivo".

"Quanto alle iniziative legali e alle polemiche che ne sono seguite, rilevando come le prime siano state portate avanti dalla sola Italia Nostra senza la partecipazione del Taaf (di cui Italia Nostra peraltro fa parte come le scriventi Associazioni), auspichiamo che debbano essere messe da parte e lasciare il posto ad ulteriori e costruttivi approfondimenti sulla base dei documenti e degli incontri già tenuti con l’Amministrazione Comunale", concludono.

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