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Lunedì, 28 Novembre 2022
Cronaca

Doveva essere la punta di diamante della transizione energetica di Forlì, oggi il campo solare di Villa Selva vale zero euro

Viene di fatto decretato ufficialmente il fallimento del progetto del campo solare di Villa Selva, costato ben 3 milioni di euro, di cui 1,3 milioni da contributi europei

A distanza di appena 7 anni dalla sua inaugurazione in pompa magna, con tanto di taglio del nastro da parte del presidente della Regione Stefano Bonaccini e del sindaco di allora Davide Drei, viene di fatto decretato ufficialmente il fallimento del progetto del campo solare di Villa Selva, costato ben 3 milioni di euro, di cui 1,3 milioni da contributi europei. Era il luglio del 2015 quando l'impianto venne ufficialmente aperto, mentre nel settembre del 2022 si sono completate le perizie che ne indicano il valore attuale.

“Il valore patrimoniale della struttura è stato svalutato da circa un milione e mezzo di euro, che era precedentemente, a zero euro – spiega l'assessore al Bilancio Vittorio Cicognani -. Di fatto l'impianto per la società che lo possiede (la società interamente pubblica 'Forlì Mobilità integrata, ndr) genera più costi che ricavi”. Per Cicognani la scelta di svalutare totalmente il valore dell'immobile “è un bene per il bilancio di Fmi, in quanto ora almeno potrà smettere di accantonare gli ammortamenti”. Ed ancora: “L'impatto per Fmi è solo dal punto di vista patrimoniale, ma non dal punto di vista economico”. In altre parole la società pubblica (che in via prioritaria si occupa di viabilità, parcheggi a pagamento e videosorveglianza) non rischia il dissesto.

Ma resta la formalizzazione di un insuccesso che è apparso chiaro fin da subito, lasciando a Villa Selva una cattedrale nel deserto fatta di pannelli solari a specchio incurvati. E dire che il progetto venne pure premiato a Bolzano con il “Klimaenergy Award 2015”, premio di rilievo internazionale con l’obiettivo di valorizzare i progetti ambientali e energetici, per la categoria Comuni dai 20mila ai 150mila abitanti. Inoltre, nell’ambito della decima edizione di “Comuni Rinnovabili” di Legambiente, Forlì si era aggiudicata il Premio Buona Pratica per l’innovazione energetica.

La struttura, realizzata da Forlì Città Solare, si estende su un’area di circa 20mila metri quadrati, dove sono posti i “collettori solari parabolici a inseguimento”, che concentrano l’energia solare su un tubo dove scorre olio diatermico. Il calore prodotto viene distribuito attraverso la rete di teleriscaldamento alle imprese insediate nell’area di Villa Selva. E' quindi un impianto per la produzione di calore e riscaldamento e non energia elettrica da immettere in rete. Il campo dispone anche di un impianto fotovoltaico di 11 kW di potenza, ma a copertura delle richieste di energia elettrica del campo stesso. L'impianto avrebbe dovuto rappresentare la punta di diamante di Forlì della transizione energetica da combustibili fossili a energie rinnovabili, della green economy. Ma a distanza di appena 7 anni la stessa società che possiede l'immobile ha deciso di indicarne il valore effettivo a zero euro, per limitare le perdite.

Che qualcosa non andasse in questo impianto di teleriscaldamento solare era evidente fin dall'inizio quando già nel settembre del 2018 il Consiglio comunale decretò la fusione di 'Forlì Città solare' dentro 'Forlì Mobilità integrata'. Già prima i Verdi ne avevano rilevato l'inutilità e le perdite economiche.

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