Con la "food bag" si evitano gli sprechi nei ristoranti, salvate quattro tonnellate di cibo

Consegnati in Municipio i riconoscimenti ai 21 ristoranti che hanno aderito al progetto. In tre mesi evitato lo spreco di oltre 4 tonnellate di cibo

La Sala Randi del Comune di Forlì ha ospitato la cerimonia di consegna dei riconoscimenti alle realtà aderenti al progetto “Food Bag”, iniziativa lanciata nel 2019 con l'obiettivo di ridurre gli sprechi alimentari incentivando, nel cliente del ristorante, la buona pratica di ritirare l’avanzo di cibo. Grazie alla “food bag”, cioè alla confezione riutilizzabile e di materiale completamente riciclabile e adatta agli alimenti, ogni cliente ha la possibilità di portare a casa il cibo non consumato.

A tracciare il bilancio ad un anno dalla presentazione dell'azione e per rendere pubblico riconoscimento a tutti i partecipanti sono intervenuti l'assessore Giuseppe Petetta e Massimo Brusaporci, Direttore della società cooperativa Alimos che ha ideato e gestito l’intero progetto. L'iniziativa è stata finanziata e sostenuta da Comune di Forlì, Regione Emilia-Romagna e Atersiri in collaborazione con le realtà territoriali Confcommercio Ascom, Icta soc. coop. Confesercenti, Confartigianato e Cna, e avvalendosi del patrocinio dell'Ausl Romagna. Grazie al finanziamento messo in campo dagli enti, ai ristoranti sono state assegnate gratuitamente le food bag composte da una sporta di carta e una vaschetta riutilizzabile. In più sono stati consegnati i kit divulgativi (composti da adesivo e varie locandine da inserire nel menù) capaci di mediare il messaggio che “la risorsa cibo che non va sprecata”. 

Ventuno i ristoranti coinvolti: Caffè dei Corsi, Canario 78, Da Gusto, Da Piero, Da Scarpina, Don Abbondio, Eataly, Forum Tennis, Il Fienile, Il Sagittario, Jump, L'Amorosa, La Sosta, La Taverna, Le Macine, Le Petit Arquebuse, L'Osteria del Mercato, Osteria Nascosta, Pane e Olio, Passa Parola e Panoramico. Significativi i numeri dall'attività con 18 mila “food bag” consegnate e un monitoraggio sperimentale che ha seguito dettagliatamente un periodo di tre mesi (nel periodo pre epidemia coronavirus) e che ha permesso di calcolare uno spreco di cibo evitato pari a 4.277 kg (oltre a 4 tonnellate).

“Con questo progetto abbiamo voluto creare le condizioni per dare un esempio importante - ha spiegato l'Assessore Giuseppe Petetta - e rendere concreta l'idea che tutto questo è fattibile. Ora è compito di tutti dare continuità al progetto per garantire sostenibilità a questa buona pratica che deve diventare un comportamento ordinario, grazie alla sensibilità dei ristoratori, alle attese dei clienti e alla attenzione dei cittadini”.

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