E' Marco il primo ad aver sconfitto il coronavirus: "Una semplice influenza? Lo credevo anch'io...."

Marco Galetti, 32 anni di Predappio, è il primo guarito del territorio forlivese. A dare la notizia domenica sera, con un post su Facebook, è stato l'assessore allo Sport Lorenzo Lotti

Vasco Rossi canterebbe "Io sono qua, eh già". Marco Galetti, 32 anni di Predappio, è il primo guarito del territorio forlivese. A dare la notizia domenica sera, con un post su Facebook, è stato l'assessore allo Sport Lorenzo Lotti. Galetti ha combattuto contro il coronavirus dal 3 marzo e per i successivi 18 giorni. Una febbre che non aveva alcuna intenzione di sparire malgrado il trattamento con la tachipirina prima e l'antibiotico poi. Fino al ricovero in ospedale.

Era il 13 marzo. I medici del 118 sono andati a prenderlo a casa in tenuta da "marziani", con tutte le dovute precauzioni del caso. Poi il responso e l'attesa. Per otto giorni una stanza del reparto di Pneumologia dell'ospedale "Morgagni-Pierantoni, condivisa con un altro giovane cesenate, è stata la sua casa. Sabato 21 la vittoria al coronavirus. Ora dovrà stare in autoisolamento per quindici giorni prima di aver la certezza definitiva della guarigione. La voce del "Galloz" è squillante e non provata.

Prima di tutto come sta?
Adesso sto meglio, sono a casa dopo esser stato dimesso sabato pomeriggio. Mi sto riprendendo.

Quando ha cominciato ad avere i primi sintomi?
Il 3 di marzo ho avuto la febbre fino a 38.3°C. Nonostante prendessi la tachipirina non scompariva. Si abbassava, ma una volta finito l'effetto si ripresentava.

A quel punto cosa ha fatto?
Dopo cinque giorni di febbre continua ho chiamato il dottore che mi ha prescritto un antibiotico. Ma nel frattempo mi è venuta anche la tosse. Quindi il dottore mi ha rivisitato di nuovo, appurando che avevo l'ossigeno nel sangue troppo basso rispetto al normale. A quel punto è stato contattato il pronto soccorso.

Quando è stato ricoverato?
Venerdì 13 marzo. I sanitari sono venuti a prendermi con l'ambulanza. Indossavano le dotazioni di protezione del caso.

Ha mai pensato di aver contratto il coronavirus?
All'inizio pensavo che fosse una semplice influenza. Poi quando ho visto che nè la tachipirina nè il ciclo di cinque giorni di antibiotico avevano fatto effetto ho cominciato a preoccuparmi e ad immaginare che potesse essere il coronavirus. Anche perchè respiravo, ma non come il mio solito. I sintomi insomma c'erano tutti.

Il 13 marzo l'accesso al pronto soccorso. Come le è stato diagnosticato il coronavirus?
Dagli esiti delle lastre e della risonanza è emerso che avevo una polmonite. Il tampone ha poi certificato la positività.

Come ha reagito alla notizia?
Lo shock è stato forte. Ho avuto paura, soprattutto quando ho visto che c'erano alcuni pazienti che avevano una maggiore difficoltà nel respirare.

Come è proceduto il decorso?
Sono stato trattato dal punto di vista medico per una settimana con dei farmaci antiretrovirali, una sorta di cura sperimentale non essendosi ancora un farmaco specifico contro il coronavirus. E sono guarito.

Come trascorreva le giornate?
Ero in camera con un ragazzo di Cesena che ha qualche anno in più di me in isolamento. Facevamo chiacchiere  e risate e questo aiutava nel trascorrere le giornate. Poi avevo amici e familiari che mi scrivevano spesso.

Ed ora che l'hanno dimessa?
Devo stare per altri quindici giorni in isolamento domiciliare. Poi sarò sottoposto al tampone della certezza per verificare che sia guarito al 100%.

Ha ancora sintomi?
No. Le lastre hanno evidenziato che la polmonite era scomparsa. Domenica, dopo esser stato dimesso, ho dormito praticamente tutto il giorno. Non sono in formissima, ma vedo la guarigione.

Come vive l'isolamento?
Per fortuna vivo da solo. Non potrei comunque aver contatti. Mio babbo mi lascia la spesa e io la ritiro.

Deve seguire una dieta particolare?
No, mi hanno dato dei farmaci da prendere in caso di febbre o diarrea. Ma fino ad ora non ne ho avuto bisogno. Però posso dire che ho perso ben sei chili.

Può immaginare come può esser stato infettato?
Ci ho pensato e ripensato. A fine febbraio ho partecipato ad una festa. C'erano diverse persone della zona. Alcuni si sono ammalati. Hanno avuto tre-quattro giorni di febbre, ma poi gli è subito passata. Però non so se l'ho presa lì o da altre parti.

Ma il coronavirus è una semplice influenza?
No, assolutamente. Anche io all'inizio l'avevo preso un po' sottogamba, nel senso che avevo immaginato che potesse essere un'influenza. Dopo quel che mi è successo ho rivalutato assolutamente il mio pensiero. E' stata tosta. Ne approfitto quindi per fare un appello a tutti.

Quale?
Bisogna stare in casa e cercare di avere meno contatti possibile con l'esterno. E' difficile, ma è l'unico modo per uscirne.

Conosce altre persone che hanno il coronavirus?
Ho altri amici in ospedale e spero che si rimettano al più presto.

Vuole lasciare un messaggio agli infermieri e ai medici?
Un grandissimo grazie a tutti. Non è facile quello che stanno vivendo ora. Anche per loro è tutto nuovo. Hanno un coraggio incredibile ed invidiabile e li ammiro. Lavorano con tutte le protezione del caso super coperti, con tute, mascherine e guanti. E' comprensibile se possano aver paura anche loro.

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Passerà nella storia come il primo paziente forlivese guarito dal coronavirus..
Sono contento di esser guarito. L'importante è che ora guariscano tutti.

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