Frane, i sette punti del Wwf: "Salvaguardare e aumentare la copertura forestale"

Esordisce così il presidente del Wwf di Forlì-Cesena, Paolo Conti, facendo il punto sui "diffusi e pesanti movimenti franosi", che stanno riguardando l'entroterra dopo le abbondanti precipitazioni dell'ultimo periodo.

"Il dissesto idrogeologico deve essere contrastato innanzitutto mantenendo funzionante il bacino imbrifero, quale ambito naturale di raccolta delle acque, salvaguardando ed aumentando la copertura forestale". Esordisce così il presidente del Wwf di Forlì-Cesena, Paolo Conti, facendo il punto sui "diffusi e pesanti movimenti franosi", che stanno riguardando l'entroterra dopo le abbondanti precipitazioni dell'ultimo periodo.

Conti richiama l'attenzione sulla Delibera di Giunta Regionale (DGR) 933 del 2012, tutt'ora vigente, che prevede una quota d'investimento pari al 1.5% all'anno dei costi operativi del gestore Idrico (oggi Hera), da caricare in bolletta idrica e da destinare ad interventi di ricostituzione delle strutture forestali e arbustive, anche lungo le fasce ripariali dei corsi d'acqua. "Tali interventi, da integrare con opere di consolidamento dei versanti utilizzando i metodi di ingegneria naturalistica, dovranno essere progettati dai Comuni o loro Unioni o per tramite l'Agenzia Regionale Sicurezza Territoriale Protezione Civile", ricorda l'ambientalista.

Prosegue Conti: "Spetta ad Atersir (Agenzia territoriale servizi idrici e rifiuti) inserire tale importo nella tariffa idrica, previa richiesta alla corrispondente Agenzia nazionale (denominata Arera); ciò comporterà, a carico di ciascun utente, un costo annuo di circa 1 euro, che attiverà perciò una fonte di finanziamento indispensabile per la prevenzione dalle frane". "Aalla Regione Emilia Romagna - icorda ancora il presidente del Wwf Forlì-Cesena - spetta il compito di appoggiare la richiesta di Atersir ad Arera, anche allo scopo di alzare la quota d'investimento oltre l'1.5%".

"Ai Comuni e relative Unioni spetta anche il compito di realizzare gli interventi naturalistici di messa in sicurezza del loro territorio, avvalendosi  della collaborazione degli Enti sovraordinati (ex STB) ora Agenzia Regionale Sicurezza Territoriale Protezione Civile e di assumere l' iniziativa per acquisire ulteriori finanziamenti allo scopo dall'Unione europea - chiosa Conti -. Gli agricoltori debbono evitare arature spinte fino al margine delle strade, delle scarpate e dei boschi,arature troppo profonde ed effettuate lungo le linee di massima pendenza, e debbono provvedere alla pulizia dei fossi perimetrali". Infine, "ma non meno importante", "occorre ricondurre il Vincolo Idrogeologico (RDL 3267/23) tra le competenze dirette della Regione Emilia Romagna,delegando alla  gestione del vincolo l'Agenzia Regionale Sicurezza Territoriale Protezione Civile".

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