Caporalato, il questore Lucio Aprile: "Indagine di spessore. Tra le più odiose storie di sfruttamento"

"Questa indagine, per la sua completezza e anche per il suo valore simbolico, avrebbe avuto ben altro risalto in un contesto di normalità", evidenzia Aprile

All'indomani dell'esito dell'operazione della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Forlì-Cesena, diretta dal dirigente Mario Paternoster, che ha portato alla luce nuovi casi di caporalato e sfruttamento di manodopera nelle province romagnole, il questore Lucio Aprile rimarca "l’importanza e lo spessore dell’indagine" che ha portato all’arresto di quattro persone: "Si tratta di un’operazione che ha richiesto un grande sacrificio da parte degli investigatori della Squadra Mobile, soprattutto nell’attuale delicato momento".

VIDEO - Lavoratori sfruttati, il loro alloggio tra degrado e sporcizia

"Coordinata con grande sensibilità dalla Procura della Repubblica di Forlì, l’indagine ha permesso di ricostruire, oltre all’organizzazione criminale messa in piedi dagli arrestati, una storia di sfruttamento tra le più odiose, a causa del quale le vittime versavano in situazioni di degrado che è difficile finanche immaginare destinate a un essere umano - prosegue Aprile -. Stiamo cercando di occuparci anche di queste persone, per cercare di dar loro una condizione migliore di quella che è stata loro riservata finora. A questo proposito, mi preme sottolineare il disvalore delle condotte non soltanto di coloro che definirei veri e propri carcerieri, fortunatamente oggi nella condizione di non poter più nuocere, ma anche dei cosiddetti committenti, di quelle persone cioè che per soldi non si fanno scrupolo di approfittare di situazioni di miseria e di degrado, anzi sfruttandole in vista del proprio profitto".

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"Voglio pertanto ringraziare non soltanto gli agenti della Squadra Mobile per il loro impegno e la loro professionalità e la Procura della Repubblica per l’efficacissima attività di coordinamento, ma anche l’Ispettorato del Lavoro, l’Inail e la Polizia Locale, che hanno contribuito in maniera significativa al risultato finale dell’attività investigativa - conclude il questore -. Questa indagine, per la sua completezza e anche per il suo valore simbolico, avrebbe avuto ben altro risalto in un contesto di normalità, ma fra gli effetti della pandemia in corso c’è anche quello di oscurare quasi ogni altra notizia. Per questo motivi ho sentito l’esigenza di ritornare sull’argomento, anche perché a tutti sia possibile una ulteriore riflessione su un fenomeno di così grande rilievo".
  

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