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La Consulta comunale delle famiglie: "La crisi delle scuole pubbliche paritarie richiede forti interventi"

A Forlì le scuole materne paritarie sono 13, più delle comunali e statali, "perciò accolgono la maggior parte dei bambini della città"

La Consulta Comunale delle Associazioni delle Famiglie esprime "profonda preoccupazione" per le scuole pubbliche paritarie della città. "Tali strutture, che fanno parte del sistema nazionale di istruzione pubblica (ex lege n. 62 del 10 marzo 2000), versano in gravi condizioni economiche, visti gli esigui finanziamenti pubblici e la situazione determinata dalla recente pandemia - è l'annotazione -. Ricordiamo che per ciascun alunno si spendono nel sistema scolastico pubblico 8.500 euro all’anno. Agli studenti delle scuole paritarie si erogano solo 500 euro (il resto viene coperto con fatica dalle rette). Chiudere una scuola paritaria comporta un significativo aggravio per le casse pubbliche e la necessità di dover provvedere alla ricollocazione degli studenti, provocando così un' ulteriore crisi delle scuole pubbliche statali già messe a dura prova dalla situazione attuale per la carenze di locali e personale".

A Forlì le scuole materne paritarie sono 13, più delle comunali e statali, "perciò accolgono la maggior parte dei bambini della città". E’ di questi giorni la notizia che il Polo Scolastico Santa Maria del Fiore concluderà la sua attività didattica nell’anno scolastico 2025. "E’ una grave perdita per la vita culturale e l’istruzione cittadina. Rimane, inoltre, il problema dei numerosi allievi che non potranno più studiare in quella scuola e dovranno iscriversi negli altri istituti", viene rimarcato dalla Consulta, che sollecita "un intervento di tutti gli attori pubblici e privati a farsi carico e non lasciare nulla d'intentato per impedire la chiusura delle scuole paritarie".

"Lo richiedono con urgenza le stesse scuole, tutte in difficoltà per i problemi di trasferimento dei fondi dallo Stato, che, al di là degli annunci, sono sempre più tardivi e quindi in grado di creare grossi passivi gestionali costringendole ad anticipare i costi fissi - viene aggiunto -. Lo richiedono soprattutto genitori, non solo perchè in questo periodo non riescono a pagare le rette, ma anche perchè vedono fortemente minacciato il loro diritto di scegliere chi dovrà collaborare all'educazione dei loro figli durante il percorso scolastico".

"La Costituzione Italiana all'art. 30 riconosce il diritto e prescrive il dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli; l’art. 33 dispone che il Legislatore: “nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali”. Tutelare le scuole paritiarie significa assicurare alle famiglie una reale libertà di scelta educativa; pertanto è inaccettabile qualsiasi intervento politico che direttamente o indirettamente imponga dall'alto un'istruzione ed educazione non condivisa dalla famiglia", conclude la Consulta, esternando "il nostro sostegno alle scuole pubbliche paritarie che garantiscono minori difficoltà gestionali al settore pubblico, ma soprattutto il diritto di libertà di educazione delle famiglie".

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