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Sabato, 25 Maggio 2024
Ciclismo

Ercole Baldini, la mostra conquista il San Domenico: una leggenda "dall’animo generoso, legato alla famiglia e alla sua terra"

I riflettori sull'indimenticato campione si sono accesi con una mostra speciale al Museo San Domenico, che potrà essere ammirata gratuitamente fino al 7 gennaio

Non tutte le città possono aver il pregio di poter vantare una leggenda dello sport. E Forlì ne può contare addirittura più di una. Andrea Dovizioso, da giugno nella "Hall of Fame" della MotoGp, ed Ercole Baldini, campione olimpico, campione del mondo, vincitore di un Giro d’Italia e detentore del record dell’ora, scomparso il primo dicembre del 2022 all'età di 89 anni. Una delle maggiori glorie della città, ricordata fin da subito nel soprannome con cui le cronache sportive lo consacrarono nell'olimpo della bicicletta: "Il treno di Forlì". E in questi giorni i riflettori sull'indimenticato campione si sono accesi con una mostra speciale al Museo San Domenico, che potrà essere ammirata gratuitamente fino al 7 gennaio (dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 19, sabato, domenica e festivi dalle 9.30 e 20). Un autentico regalo che l'amministrazione comunale ha voluto donare ai suoi cittadini, ma anche agli appassionati di ciclismo. E la risposta è stata più che entusiasmante, con tantissime visite in questo weekend.

Cimeli, trofei, le bici che hanno accompagnato Baldini nelle sue imprese e le immagini n bianco e nero scattate dal grande fotoreporter bolognese Walter Breveglieri - che del "Treno di Forlì" fu sincero amico e che lo seguì in tutta la sua carriera agonistica, documentandola con numerosi scatti fotografici - catalizzano le attenzioni degli attenti visitatori, affascinati dalle gesta del campione. Foto che raccontano la vita di Baldini nel privato e sulla bicicletta, gli “amici-nemici” ciclisti romagnoli della sua epoca e la gente che lo attendeva passare ai bordi delle strade, nonché un corredo iconografico sul ciclismo prima di Baldini.

Professionista dal 1957 al 1964, nel triennio tra il 1956 e il 1958 Baldini si aggiudicò il record dell'ora, un Grand Prix des Nations (in quegli anni era l'equivalente del campionato mondiale a cronometro), un campionato italiano su pista, due campionati italiani su strada, un campionato del mondo su pista, un campionato mondiale su strada, un titolo olimpico in linea ed un Giro d'Italia. Vantava il record di essere l'unico ciclista nella storia ad aver vinto una medaglia d'oro olimpica, un campionato mondiale ed un Giro d'Italia. Perle che neanche campioni Fausto Coppi ed Eddy Merckx hanno potuto vantare. Imprese che divennero ispirazione per Secondo Casadei, che nel 1958 gli dedicò "Il treno di Forlì". Nel 2016 è stato inserito nella Hall of Fame del Giro d'Italia, coppa messa a disposizione per la mostra. 

"Ercole Baldini non è stato solo un grande campione del ciclismo su strada - ricordano il sindaco Gian Luca Zattini e l'assessore alla Cultura, Valerio Melandri, e il vicesindaco e assessore con delega allo Sport, Daniele Mezzacapo -. Ercole vinse tutto, ma rimase sempre un uomo dall’animo generoso, legato alla famiglia e alla sua terra. Il Comune di Forlì ha voluto celebrarlo e ricordarlo con una mostra straordinaria, dedicata alle sue imprese e a quel ciclismo eroico, fatto di sudore e fatica, che Baldini ha rappresentato per tutta una vita". 

L'esposizione, realizzata dal Comune di Forlì, in collaborazione con la casa editrice Minerva e i figli del campione Mino e Riziero Baldini, curata dal giornalista sportivo Beppe Conti, permette ai visitatori di assaporare un ciclismo eroico, che esalta la leggenda di Villanova, ma che rende omaggio anche ai campioni ed avversari di quell'epoca, che hanno combattuto contro quello che può essere considerato un artista dei pedali, cannibale a cronometro quanto potente sulle asperità. Beppe Conti l'ha detto anche ai microfoni di ForlìToday in occasione dell'inaugurazione di venerdì scorso: "E' un personaggio che andrebbe studiato nelle scuole, come ricordava il giornalista Mario Soldati". Il San Domenico offre questa importante occasione. E chissà che non si sia motivo di ispirazione ai tanti piccoli-giovani visitatori. E chissà, forse tra di loro si nasconde la leggenda del futuro. 

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