Cronaca

Si incatena davanti alla ruspa per impedire l'avvio dei lavori: tensione al cantiere

Ritiene l' "esproprio" non legittimo e per impedire l'avvio dei lavori si è incatenata davanti alla ruspa, come forma di protesta, rendendo necessaria la scorta dei carabinieri

Ritiene l' "esproprio" non legittimo e per impedire l'avvio dei lavori si è incatenata davanti alla ruspa, come forma di protesta, rendendo necessaria la scorta dei carabinieri, dei forestali e della Polizia Municipale alla ditta incaricata dal Comune di avviare i lavori. E' la situazione di tensione che si è venuta a creare martedì mattina a Galeata, per avviare il cantiere della costruzione di un nuovo ponte ciclo-pedonale. I lavori hanno tutti i titoli di autorizzazione in quanto impugnati davanti al Tar che però ha respinto la richiesta di sospensiva, e quindi sono regolarmente partiti, ma non mancano le contestazioni. Tecnicamente non è un esproprio, in quanto il Comune rivendica la proprietà della strada e quindi il diritto di passarci, demolendo il cancello che attualmente la chiude.

VIDEO: incatenata al cancello per protestare contro i lavori

Spiega la figlia di Donatella Campini: "A questo siamo dovute arrivare: mia madre si è incatenata al cancello per non farcelo buttare giù. Dopo oltre un anno di lotta contro il comune di Galeata, dove la sindaca Elisa Deo vuole costruire un ponte ed una strada ciclo-pedonale nella nostra proprietà. Abbiamo fatto  ricorso al Tar,  e non è stata ancora fissata la data dell'udienza per la trattazione del merito, mentre ha respinto la sospensiva delle ordinanze, a nostro giudizio in modo anomalo e senza motivazioni".

Qual è la questione che sta tenendo banco a Galeata? Si tratta dei lavori per la costruzione del contestato ponte dell'Antica via dei Romei, che andando a ripristinare il vecchio ponte crollato nel 1946, passa per un'area che una residente reputa sua proprietà privata. Per questo la cittadina si è decisa di andare al Tar e rivolgersi in Procura. Da parte sua il sindaco di Galeata Elisa Deo aveva fatto sapere che "la documentazione catastale, storica e relativa alle pratiche tecniche è depositata in Comune ed è visionabile". E tali mappe, per il sindaco, indicano che la proprietà del suolo del futuro percorso ciclo-pedonale è del Comune.

Si tratta del percorso turistico ciclo-pedonale dell'Antica Via dei Romei, nel quale è previsto un ponte sul rio Mercatale tra via Madonna dell'Umiltà e via Mercatale, alle porte del paese verso Santa Sofia. Il progetto di collegamento della passerella sul fosso di Via Mercatale e Via dell'Umiltà , prevede un costo complessivo di 700.000 euro, spese coperte in parte da finanziamenti del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, per un percorso turistico ricompreso dell' Antica Via dei Romei, che veniva attraversata da pellegrini e viandanti, collegando tra mulattiere Roma al Brennero. 

La questione sarebbe molto semplice: quando c'era il ponte non c'era la casa e ora le due realtà sono incompatibili. Il ponte medievale sul rio di Mercatale, è crollato nel settembre 1944 durante la guerra a causa degli eventi bellici e fu distrutta anche la casa dei Campini, che venne ricostruita più a monte. Ricostruisce la proprietaria: "Successivamente nel 1948 mio zio divenne proprietario del terreno sovrastante, costruì l'attuale abitazione e fece la strada per potervi accedere, come risulta dai documenti di proprietà. La vecchia strada ormai inutile dopo il crollo del ponte, venne donata dal Comune, perdendo ogni diritto sulla stessa, rifrazionata per i proprietari dei terreni confinanti e venne costruita la nuova strada adiacente e attualmente in uso". Ora questa via ciclo-pedonale passerebbe accanto alla casa dei Campini, tagliando in due la proprietà.

"La vecchia via Comunale - sostiene sempre Campini - faceva tutt'altro percorso, attraversando il campo. E' comprovato da vecchie mappe e ne sono ancora visibili i resti in pietra. Infatti inizialmente il progetto del percorso ciclo-pedonale, doveva seguire questo tracciato, ma è assolutamente inpraticabile e anche più facile appropriarsi della strada privata già esistente. Ora il Comune, per una finalità turistica, vuole costruire un passaggio in una proprietà privata, asserendo che si tratta di strada pubblica. Peccato che in oltre 70 anni non se ne sia mai occupato e la suddetta strada chiusa è sempre stata ad integrale e totale carico dei proprietari del fondo"

Tuttavia ad essere messa in dubbio è anche la veridicità storica del passaggio dell'antica via che portava a Roma i pellegrini del Nord Europa. Sostiene Campini: "I cenni storici lasciati dal un monaco intorno all'anno Mille, che ne elenca anche le tappe, esclude completamente il paese di Galeata da tale passaggio, come tutti i ben informati sanno, ma si vuol ora far credere che "tutte le strade portano a Roma". E' un falso storico". E di fronte alle accuse di “falso storico” in quanto la via dei Romei non sarebbe mai passata da Galeata, Deo aveva tagliato corto: “Non è il nocciolo della questione. La Via dei Romei non centra nulla”. La questione attende il pronunciamento del Tar Emilia Romagna.

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