Tra celebrazioni all'aperto e posti riorganizzati: i parroci forlivesi preparano il ritorno a Messa dei fedeli

Don Enrico Casadei Garofani, parroco di SS. Trinità e Schiavonia: “La ripresa dei momenti liturgici è motivo di gioia, ed è anche un segno di speranza, che vogliamo accompagnare con la massima responsabilità gli uni verso gli altri”.

Mascherine, sanificazione delle superfici prima e dopo la celebrazione, servizio di accoglienza dei fedeli verso i posti assegnati. Il ritorno a Messa per migliaia di credenti forlivesi, previsto per lunedì, passa dall’applicazione concreta dell’accordo sulla sicurezza durante le celebrazioni religiose, sottoscritto il 7 maggio scorso a Roma da Governo italiano e Cei (Conferenza Episcopale Italiana). "Stiamo preparando le chiese - dichiara don Enrico Casadei Garofani, giovane parroco dell’Unità Pastorale SS. Trinità e Schiavonia, posta nel cuore del centro storico cittadino - disponendo i posti secondo le norme che ci sono state date dal Ministero e tenendo conto di tutti i consigli della commissione tecnica diocesana".

"Abbiamo i volontari – continua il sacerdote - che faranno l'accoglienza dei fedeli regolando le entrate, le uscite, il corretto uso delle mascherine e la disinfezione delle mani per tutti. Non lasceremo nulla d’intentato affinché i parrocchiani, nel partecipare alle celebrazioni, siano pienamente tutelati dal rischio di contagio”. E se a Santa Maria Assunta della Pianta, guidata dal prete-musicista don Felice Brognoli (assurto alle cronache locali nel marzo scorso per aver dedicato una canzone alle tre sorelle residenti nel bresciano, morte nell’arco di un mese, due per Covid-19), stanno già organizzando i turni fra volontari, tutti sotto i 65 anni, in modo da presidiare compiutamente le messe feriali, nonché la prefestiva e le due festive previste fra sabato e domenica, i fedeli della chiesa parrocchiale dei Santi Nicolò e Francesco di Castrocaro Terme, condotta da don Oreste Ravaglioli - hanno affidato il riassetto interno del luogo di culto ad un tecnico professionista. Il risultato è una planimetria con la bipartizione bicolore delle aree, da cui spicca quella riservata alle famiglie (24 posti) e quella per i singoli (32), ognuna con il suo ingresso riservato, più 2 posti per disabili e una panca vuota per le emergenze.

"Iniziamo con gioia ed entusiasmo – comunica il parroco di Magliano, Carpena e Vecchiazzano, don Antonio Paganelli - a partire dal 18 maggio e poi solennemente con l'Ascensione del Signore il 24. Abbiamo trovato dei referenti per la “sicurezza” nelle tre parrocchie, acquistato materiale come gel-mani, mascherine per chi ne fosse sprovvisto, guanti, materiale per sanificare pavimenti ed altro. Abbiamo già posto dei segnaposti nelle chiese di Carpena e Magliano, confidando di farlo a breve anche a Vecchiazzano". Le messe festive saranno celebrate all'aperto, così da coniugare le esigenze di distanziamento massimo fra le persone e aerazione. “Iniziamo un tempo nuovo – continua il sacerdote - per passare dal buio del distanziamento alla luce d'alba dell'Ascensione, che è una nuova rinascita, un dono dello Spirito”.

Se Andrea Donori, custode e factotum della chiesa di San Giorgio per conto del parroco don Antonino Nicotra, che guida anche le comunità di Roncadello, Malmissole, Poggio e Barisano, su Facebook loda apertamente la signora Enza, che da trent’anni pulisce la chiesa e ha sanificato e disinfettato tutto in vista della ripresa delle celebrazioni, anche don Enzo Scaioli, parroco di Coriano, annuncia di aver formato squadre di volontari, per mettere in pratica le indicazioni operative della Diocesi di Forlì-Bertinoro “Sicurezza da covid-19 nelle celebrazioni liturgiche”, mutuate dall’accordo CEI-Governo e pubblicate integralmente sul sito diocesano: “Le misure adottate metteranno in condizione i nostri fedeli di vivere serenamente la liturgia. Sarà riposta massima attenzione alle famiglie, attese numerose in chiesa, per tornare a celebrare insieme l’eucaristia nello spirito indicato ripetutamente da Papa Francesco: “Che il Signore ci insegni questa intimità con lui nella Chiesa, con i sacramenti, con il santo popolo fedele di Dio”. Anche don Enrico Casadio, parroco di San Mercuriale-Santa Lucia e rettore della chiesa del Carmine, parte dal protocollo nazionale sottoscritto da Cei e Governo nazionale: questo comporta la drastica riduzione della capienza delle chiese, che divengono inevitabilmente a numero chiuso.

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San Mercuriale, giusto per andare sul pratico, vedrà praticamente dimezzati i posti interni a sedere, attualmente quantificati in 320. “Siamo contenti di ricominciare – dichiara il sacerdote - di fare il possibile per consentire la piena partecipazione dei fedeli, da salvaguardare in tutti modi dal punto di vista igienico-sanitario. Stiamo organizzando un servizio di accoglienza delle persone, che vanno coinvolte pienamente in modo che la celebrazione non sia preparata solo da alcuni. E questo ci aiuterà a vivere quella fraternità ecclesiale tanto cara al nostro vescovo Livio, sin dal suo arrivo a Forlì”. Don Enrico non nasconde una certa sorpresa per l’obbligo di utilizzo dei guanti nella distribuzione dell’Eucaristia: "Fino al 18 c’è la possibilità di celebrare i funerali anche con la Messa e con un numero massimo di 15 partecipanti, ma non c’è alcuna norma che imponga l’uso dei guanti. E’ una contraddizione che spero venga risolta, limitando la prescrizione alla sola igienizzazione delle mani del celebrante". Primo banco di prova a Forlì del ritorno a Messa del popolo, sarà la celebrazione di lunedì, alle 10, al Cimitero monumentale, presieduta dallo stesso monsignor Corazza: il vescovo ricorderà tutti i defunti, in particolare i morti per coronavirus che sono stati sepolti senza la celebrazione delle esequie (diretta sui canali Youtube e Facebook della pastorale giovanile diocesana).

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