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Cronaca Meldola

L'Istituto San Giuseppe di Meldola rinasce: ospiterà i pazienti dell'Irst

Partiranno tra pochi mesi i lavori per la riqualificazione della parte oggi in disuso e a rischio degrado dell'Istituto San Giuseppe, grande struttura di proprietà dell'omonima Fondazione

Offrire a coloro che per cura o professione frequentano l’Irst, l'opportunità di alloggiare a prezzi calmierati e a pochi passi dall'Istituto. L'esigenza di alloggi temporanei, diventata impellente per l'incremento costante dei pazienti e l'affermarsi dell'Irst quale riferimento nel campo oncologico conseguente anche al riconoscimento in Ircss, troverà presto una concreta risposta. Partiranno, infatti, tra pochi mesi i lavori per la riqualificazione della parte oggi in disuso e a rischio degrado dell'Istituto San Giuseppe, grande struttura di proprietà dell'omonima Fondazione, distante appena 200 metri dall'Irst, ex orfanotrofio e centro formativo per bambine nato oltre 100 anni fa.

Al termine della ristrutturazione (la fase progettuale è giunta quasi al termine, i lavori la cui consegna è prevista entro la seconda metà del 2015 al più tardi fine 2016) l’Istituto San Giuseppe ospiterà circa 30 camere per pazienti, familiari e professionisti oltre a studi per attività ambulatoriali dei medici Irst. Le camere di più tipologie secondo il numero di letti presenti, arredate per offrire alti livelli di comfort, saranno fornite a prezzi calmierati, secondo i canoni propri dell'edilizia sociale.

Presentato il progetto per la foresteria Irst (foto di Alessandra Salieri)

Il progetto, frutto di un articolato piano di finanziamento che intreccia risorse messe a disposizione da Cassa Depositi e Prestiti, un bando per l'edilizia sociale del Fondo Emilia-Romagna Social Housing Sociale (gestito da Polaris Real Estate Sgr) e un significativo impegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, il tutto per un totale investito di circa 3,5 milioni di euro, rappresenta un altro passo nella crescita dell'Irst Ircss, la concreta dimostrazione del valore attribuito alla persona-paziente nella sua totalità, dell'impegno dell'Istituto nel rispondere alle più differenti necessità di tutti i suoi utenti, nonché della capacità di Irst di aprirsi e relazionarsi virtuosamente con il territorio.

“Il progetto – ha detto Mario Tubertini, Direttore Generale – rappresenta una risposta concreta alle esigenze di alloggio temporaneo dei nostri utenti, emerso da tempo e diventato oramai impellente”. Un bisogno evidenziato, “numeri alla mano”, da Mattia Altini, Direttore Sanitario: “Nel corso del 2013 il numero di utenti unici che hanno avuto contatto con Irst sono stati oltre 15.900 di questi il 20% circa proviene da fuori Regione. Persone che si trovano a dover fronteggiare vari aspetti di fragilità, dalla necessità di dover seguire terapie a volte lunghe (in Day Hospital si parla di cicli da 5-7 accessi medi mensili per sei mesi, con picchi anche di 20 accessi) a età spesso alta (il 30% dei pazienti di Day-Hospital e il 23% di Degenza ordinaria ha tra i 70 e 80 anni). E’ facile comprendere come l’eventuale distanza dal luogo di cura da quello di residenza possa diventare fonte di problemi, non solo economici ma anche emotivi. La nuova struttura opererà in tal senso, consentendo, nella consapevolezza di quanto sia importante la famiglia nel percorso terapeutico, anche l’ospitalità di parenti o chi si prende cura del paziente.”     

Fondamentale anche il ruolo della Fondazione Istituto San Giuseppe, precedente proprietaria dell'immobile, pronta a sposare un progetto capace di restituire valore allo storico immobile, e Meldola, la Città e i suoi abitanti, che vedranno così rivivere pienamente una parte del proprio tessuto urbano a serio rischio degrado. Don Ruffillo Rivalta, presidente dell’Istituto San Giuseppe, dopo aver confermato che l’asilo attualmente presente (90 bambine/i seguiti), sarà mantenuto integralmente, ha evidenziato come “la nuova vocazione dell’Istituto, nato ormai 100 anni fa come orfanotrofio, segue quella voluta dal fondatore, don Lega: offrire aiuto a persone in disagio.” “E' una tra le mattine più importanti per la storia dell’amministrazione che rappresento e per la nostra città – ha aggiunto invece il sindaco di Meldola, Gianluca Zattini – siamo di fronte al concretizzarsi di un’idea avanzata da me nel 2011, quella di unire due esigenze: la richiesta di spazi per Irst e le difficoltà a gestire un complesso così grande dell’Istituto San Giuseppe. Irst è una realtà da preservare; qui stiamo costruendo il futuro, i prossimi anni di Meldola.”

Se la ragione motore dell’Irst è la “cura” quale sostegno e terapia alla persona a tutto tondo fondamentale diventa impegnarsi per abbattere gli ostacoli che possono impedire un diretto e regolare piano di cura. Assicurare equità di trattamento per tutti i cittadini implica che i pazienti possano beneficiare di una struttura adatta all’accoglienza di malati oncologici e familiari e/o accompagnatori, vicina all’Irst. Come spiegato da Fabio Carlozzo, amministratore delegato di Polaris Investement Real Estate, “l’’housing sociale è la soluzione a questa esigenza: consiste nel realizzare alloggi e servizi a corollario per coloro che, per varie ragioni, non riescono a soddisfare il proprio bisogno abitativo, in questo caso temporaneo. Non edifica ghetti ma parti vitali. L’intervento a Meldola sarà il primo avviato dal Fondo Emilia-Romagna Social Housing; fondo che ricordiamo nasce da investimenti esclusivamente privati, assolutamente non speculativo, che antepone al rendimento fini etici.”

Finalità etiche e di crescita, evidenziate dal Presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi, Roberto Pinza, ente grazie al quale, al termine del primo decennio di gestione, Irst potrà acquistare l’intero immobile: “Varie esigenze trovano in quest’azione una soluzione. E’ evidente il beneficio per Irst, Meldola, l’Istituto San Giuseppe. L’investimento, per cifra e durata (l’accantonamento degli oltre 3 milioni necessari per l’acquisto sarà di 13 anni, ndr) è tra i più importanti della Fondazione; ma qui si tratta di far crescere quello che in Romagna è un modello, un paradigma virtuoso partecipato da tante realtà: Irst.”

“Una cosa è essere bravi, una cosa è esser eccellenti – ha detto Amadori –: l’eccellenza ha qualcosa in più in sé, attiene anche alla solidarietà. Il nuovo San Giuseppe con le sue camere, offrirà proprio questo: un abbraccio ai nostri pazienti”. “Questo progetto – ha concluso il presidente dell'Irst, Renato Balduzzi – porta un doppio valore, un’architettura duplice: finanziaria ed etica. La sostenibilità di entrambi è il motivo per cui devo ringraziare tutti gli attori dell’intervento, tutti coloro che sono a questo tavolo. La presenza di ambulatori offrirà un ulteriore spunto di valore, rispondendo all’esigenza di flessibilità che il nostro sistema sanitario imporrà sempre più.”            

La riqualificazione dell’Istituto San Giuseppe s’inserisce, assumendo ruolo centrale, nell’offerta di servizi pensati per alleviare situazioni di possibile disagio a chi è già sottoposto al carico della malattia. Si rivolge, anzitutto, ai pazienti e/o a chi se ne prende cura – familiari e accompagnatori – che non abitando nelle vicinanze di Meldola, nella pausa tra una terapia e l'altra o per terapie eseguite ambulatorialmente su più giorni consecutivi (come nel caso della Radioterapia per i quali i tempi medi di accesso in Irst si attestano intorno ai 25 giorni) hanno necessità di alloggiare vicino all’Istituto, in un luogo confortevole e adeguato, a prezzi accessibili. Si tratta di una parte significativa di utenti Irst.

Dal 2007, anno di avvio delle attività, l’Istituto ha incrementato continuamente i propri dati d'esercizio e, parallelamente, gli obiettivi di cura e ricerca. L’implementazione dei servizi offerti (tra questi, nel 2011 le attività della Medicina Nucleare hanno beneficiato dell’inaugurazione di una palazzina interamente dedicata alla produzione e utilizzo di radiofarmaci per uso sia diagnostico sia clinico; dal 2012 il reparto di Immunoterapia e Terapie Cellulari Somatiche dispone di una Cell Factory Gmp unica in Italia per la realizzazione di vaccini contro i melanomi) e quelle previste a breve (su tutte, il nuovo edificio che sta sorgendo alle spalle del corpo principale dell’Istituto dove troverà collocazione una Risonanza Magnetica di ultima generazione) seguono di pari passo la crescita, di anno in anno, del numero di pazienti. Se nel 2012 gli utenti unici che si sono rivolti alle sedi Irst sono stati 14.770, nell’anno concluso da poco la cifra è stata di 15.962 di questi circa il 20% provenienti da fuori Regione Emilia-Romagna. La struttura sarà aperta anche a chi vive Irst sotto il profilo professionale, quindi relatori o partecipanti a congressi, ricercatori, studenti universitari, tirocinanti.

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