Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

"Una truppa di invisibili": il coronavirus non ferma l'esercito del Terzo Settore

Un esercito di operatori sanitari, educatori e ausiliari che operano nei centri residenziali per persone con disabilità, nelle case di riposo per anziani, nelle tante comunità di accoglienza

Le azioni degli operatori del Terzo Settore nei giorni dell'emergenza coronavirus. Un esercito di operatori sanitari, educatori e ausiliari che operano nei centri residenziali per persone con disabilità, nelle case di riposo per anziani, nelle tante comunità di accoglienza. "Noi della Cooperativa Sociale Kara Bobowski siamo parte di quella moltitudine di soldati di cui nessuno parla e che ogni giorno trasgredisce il mantra "Io resto a casa" - esordisce il presidente Franca Soglia -. Ma la nostra è una trasgressione densa di responsabilità, perché siamo chiamati a garantire cura e assistenza a chi una casa dove stare non ce l’ha o a chi non può permettersi il rischio di rimanere solo".

"Per molti siamo una truppa di invisibili - prosegue il contenuto della lettera -. Nelle retrovie, non facciamo rumore, non ci facciamo notare, ma svolgiamo un compito allo stesso tempo semplice e immenso: garantire che tutto rimanga uguale anche se tutto è cambiato, mantenere intatto il mondo delle persone più fragili, nonostante ora la fragilità sia qualcosa di palpabile, per ognuno di noi. In questi giorni difficili per tutti, la vita continua a scorrere anche nelle nostre comunità: La Libellula, La casa di Gaia e Alma. Sono tre case, tra le tante case italiane, anche se si tratta di famiglie un po’ speciali, certamente più numerose e movimentate della media".

Al centro "La Libellula" vivono 12 persone con disabilità grave, ad "Alma" 5 ragazze minorenni e nella "Casa di Gaia" 8 mamme, di cui una in attesa, e 12 bambini di età compresa tra 1 e 13 anni. "Chiunque può comprendere quanto possa essere impegnativo cercare di attenersi alle regole di comportamento, specie quella che riguarda la distanza tra le persone, ma non ci scoraggiamo - viene evidenziato -. Nessuno ci ha fornito le ormai celebri mascherine ma alcune ce le siamo procurate, con non poca fatica, ed andiamo avanti, giorno dopo giorno, un passo alla volta, cercando di donare normalità e serenità".

"Per tutto quello che hanno sempre fatto e continuano a fare - conclude Soglia - dico grazie a quelli che chiamo “le mie ragazze e i miei ragazzi”: Katia, Graziella, Valeria, Alessandra, Maria N., Fatima, Maya, Gloria V., Sabrina, Elisabetta, Arianna, Paola P., Cristina, Santina, Silvia, Paolo, Lyubov, Maria Grazia, Alice, Paola B., Eleonora, Gloria G., Alda, Jessica, Renata, Paola C., Marta M., Lucrezia, Anita, Mario, Elisabeta, Mauro, Veronica, Sergio, Maurizia, Angela, Monia, Loredana, Tetyana, Donatella, Michela M., Massimiliano, Maria M., Francesca, Michela P., Elena, Susana, Marta P., Simona, Marzia e Anna Maria. E dico Ggrazie a tutti gli altri sparsi nelle retrovie della nostra cara Italia.Non è facile, ma "Andrà tutto bene" anche per merito vostro".

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