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Villa di Bertinoro, Isoldi patteggia 3 anni e 6 mesi. Ora è libero

Lo sconto di un terzo della pena è stato permesso da determinate condizioni: l'imprenditore ha pagato al fisco 850mila euro per il 2011 e altri 4 milioni dovrà pagarli per il periodo compreso tra il 2004 e 2010

Piero Isoldi, l'imprenditore immobiliare arrestato lo scorso giugno dalla Guardia di Finanza di Forlì con l'accusa di estorsione e appropriazione indebita di 13 milioni di euro per costruire una mega villa a Bertinoro, ha patteggiato tre anni e sei mesi di reclusione. Chiuso il processo, è tornato in libertà. La sentenza, arrivata nel tardo pomeriggio di lunedì, è stata letta dal giudice Giorgio Di Giorgio.

L'imputato - difeso dagli avvocati Ciro Pellegrino, Filippo Poggi e Fabio Malpezzi - si trovava agli arresti domiciliari dopo quattro mesi di detenzione al carcere della Rocca. Lo sconto di un terzo della pena è stato permesso da determinate condizioni: l'imprenditore ha pagato al fisco 850mila euro per il 2011 e altri 4 milioni dovrà pagarli per il periodo compreso tra il 2004 e 2010. Inoltre ha dovuto cedere la villa oggetto dell'inchiesta al Gruppo Isoldi, che vede presidente Alessandro Musaio, nominato il 19 scorso. La villa, del valore di almeno 15 milioni di euro, era stata sequestrata insieme a titoli di credito e somme su conti correnti per oltre 2 milioni e mezzo di euro.

Quando la sentenza passerà in giudicato, sarà il tribunale di Sorveglianza di Bologna a decidere che in modo Isoldi dovrà scontare il residuo di pena.  A coordinare l'inchiesta il procuratore Sergio Sottani, coadiuvati dai sostituti Fabio Di Vizio e Marco Forte. Nel corso dell'indagine sono state denunciate sette persone con l'accusa di associazione a delinquere, finalizzata all'appropriazione indebita e frode fiscale. Tra questi il fratello 62enne e il figlio 31enne. Secondo l'accusa, Isoldi avrebbe minacciato un imprenditore edile 48enne di Potenza, esecutore di alcuni lavori nella lussuosa dimora che l'immobiliarista ha intestato al figlio 31enne, avrebbe chiesto di emettere fatture false, così come ad altri artigiani.

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