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Domenica, 22 Maggio 2022
Politica

Falco (Forlì Sicura): "Forlivese una delle aziende leader in Europa per la lavorazione della canapa"

"Criminalizzare un settore che sviluppa lavoro e ricchezza con la scusa di combattere il problema droghe e inaccettabile, è come risolvere l’alcolismo vietando la birra analcolica"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Disinformazione e strumentazione politica sulla filiera dei prodotti naturali della canapa, che non hanno alcuna attinenza scientifica con gli effetti negativi delle sostanze stupefacenti. Competenza, professionalità, passione e coraggiosi investimenti in un progetto imprenditoriale tutto forlivese, settore normato dalla legge 242/2016, che rischia di essere distrutto da una bieca ed ipocrita campagna di propaganda politica. 

Innovativa ed in forte espansione in Italia ed in Europa l’azienda “CbWeed” che ha saputo coinvolgere nella filiera produttiva dei vari prodotti della canapa oltre 50 aziende del nostro territorio. Prodotti contraddistinti da elevata qualità biologica, con varie certificazioni e tracciabilità dei prodotti, alimentari e non, a base di canapa naturale.
Un settore oggetto di pressioni ed azioni ingiustificate se non da interessi politici. 

Attività imprenditoriali che operano nel pieno rispetto della normativa che contribuiscono alla ripresa economica  della Romagna.
Poco più di mezzo secolo fa l’Italia, ed in particolare proprio la Romagna, erano i secondi esportatori mondiali di canapa e derivati, ottenendo il primato sulla qualità del prodotto. 

La ripresa produttiva ed economica in questo settore ha un valore enorme per tutto il territorio forlivese, con centinaia di lavoratori coinvolti. Servono norme ancor più chiare che tutelino le aziende di tutta la filiera produttiva e commerciale. Non è più accettabile ed è comprovato da studi scientifici/sanitari confondere queste produzioni naturali e salutari agli effetti dannosi delle sostanze stupefacenti già ben individuate nelle tabelle della normativa di settore. 

Criminalizzare un settore che sviluppa lavoro e ricchezza con la scusa di combattere il problema droghe e inaccettabile, è come risolvere l’alcolismo vietando la birra analcolica. Con lo sviluppo di questo settore potremmo realmente contribuire ad un futuro migliore per tutti, proibizionisti inclusi, quindi #PERCHE’NO?


Giovanni FALCO
(candidato consiglio comunale  per Forlì SiCura)

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