Sport in lutto, l'ultimo saluto a Bruno Grandi: "E' stato un maestro di vita ricco di valori"

Sposato con Franca Piccolomini e tre figli (Fabrizia, Fabio e Massino), Grandi ha guidato la Nazionale Italiana ai Giochi Olimpici del 1972 e del 1976

La chiesa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista ha dato lunedì pomeriggio l'ultimo saluto a Bruno Grandi, una delle figure di maggior spicco dello sport italiano e non solo, ed in particolare nella ginnastica. Il funerale si è svolto nella parrocchia del suo quartiere: Grandi viveva infatti nella zona di viale dell'Appennino. Tanti i forlivesi ed i personaggi del mondo dello sport che hanno preso parte al rito sacro celebrato da don Sergio Sala, parroco di Ravaldino, tra i quali il presidente della Federazione Ginnastica D'Italia Gherardo Tecchi, quello onorario Riccardo Agabio, il presidente del Coni regionale Umberto Suprani e l'ex ginnastica Miranda Cicognani, portabandiera azzurra all'Olimpiadi del 1952 che si disputarono a Helsinki. Nell'omelia ha sottolineato i valori familiari, trasmessi anche nel suo cammino sportivo. Dal pulpito ha parlato anche la figlia Fabrizia.

VIDEO - Il commosso saluto di Marino Bartoletti

Sono stati altrettanto numerosi i cittadini che hanno voluto rendere omaggio a Grandi nella camera ardente allestita in Comune domenica e lunedì. "Se ne è andato un grande figlio di questa città - è il ricordo del giornalista Marino Bartoletti -. Ha fatto cose meravigliose per questo Paese. Godeva di rispetto ed ammirazione da tutto il mondo. Ha seminato saggezza e camminare accanto a lui era motivo di esser orgogliosi di essere italiani e forlivesi. La Ginnastica gli deve tanto. Se ne va un maestro di sport ed un maestro di vita". Dopo il funerale il corteo funebre si è diretto verso il cimitero monumentale per la sepoltura. Il Consiglio comunale, riunitosi lunedì pomeriggio, ha commemorato Grandi con un minuto di silenzio.

VIDEO - La commossa lettera della figlia Fabrizia

VIDEO - Tre ricordi su Bruno Grandi nel mondo sportivo forlivese

Sposato con Franca Piccolomini e tre figli (Fabrizia, Fabio e Massino), Grandi ha guidato la Nazionale Italiana ai Giochi Olimpici del 1972 e del 1976. Il 19 marzo del 1977 venne eletto presidente della Federazione Ginnastica d’Italia, che ha guidato fino al 2000. E' stato anche presidente della Federazione Mondiale, subentrando a Jury Titov, che l’aveva guidata dal 1977. cedendo il testimone a Morinari Watanabe nel congresso di Tokyo del 2016. Fra il 1998 ed il 1999 ha inoltre ricoperto il delicato incarico di presidente reggente del Coni, durante la fase di transizione dalla presidenza Pescante a quella Petrucci. Membro italiano del Cio dal 2000 al 2004, è stato Commendatore della Repubblica e Collare d’oro al merito sportivo.

Il ricordo del Coni

Commosso il ricordo del Coni Forlì: "Con Bruno Grandi, scompare il dirigente sportivo italiano più tangibile, stimato ed efficace a livello internazionale degli ultimi vent’anni. Non c’è campanilismo in quest’affermazione, ma solo la semplice constatazione dello spessore tecnico ed umano del suo impegno e dei riconoscimenti che gli sono giunti da ogni angolo del pianeta. Un concittadino che ha dato onore a Forlì nel mondo e che non ha mai dimenticato i valori della sua terra. Un uomo che ai riflettori ha sempre anteposto la sostanza della competenza, dello studio e della necessità di cambiare, quando necessario, la realtà, senza vivere d’apparenza. Un pragmatico con sopraffina dialettica, dove i suoi interventi rappresentavano, in ogni occasione e con rara profondità e chiarezza, delle autentiche lezioni: come se la platea che l’ascoltava fosse quella di un ateneo. Già, perché in Bruno Grandi si fondevano con solare evidenza, quei tratti che erano il summa di esperienze, studi e titoli: era stato infatti un atleta tra i più forti a livello giovanile, indi un allenatore con tangibilità di peso arricchite dal suo status di docente, ed infine un dirigente che sublimava le esperienze precedenti per dimostrarsi completo come pochissimi. Non è stato dunque solo una grandiosa icona del suo sport, ovvero la Ginnastica nelle sue varie forme, ma un dirigente orizzontale, che poteva insegnare e generare anche in altre discipline".

"Il ruolino di Grandi è impressionante - prosegue -. Da ginnasta fu azzurro a livello juniores nella Ginnastica Artistica. Terminata la carriera divenne allenatore e guidò la gloriosa Forti e Liberi Forlì sul ritorno di quel ruolo tra i protagonisti che era stato suo negli anni ’50. I suoi ragazzi diventarono riferimenti e Bruno Grandi fu chiamato all’incarico di  Direttore Tecnico della Nazionale di Ginnastica. Ruolo che ricoprì dal 1969-1977, guidando gli azzurri a due Olimpiadi, a Monaco ’72 e Montreal ’76. Nel 1977 divenne presidente della Federazione Italiana di Ginnastica carica che manterrà fino al 2000. In quel periodo, dal 1982 al 1989, ricoprì pure l’incarico di Vicepresidente della Federazione Europea di Ginnastica e, dal 1985 al ’92, fu membro del Comitato Esecutivo della Federazione Mondiale di Ginnastica. Vicepresidente del Coni dal 1987 e Reggente durante la fase di transizione dalla presidenza Pescante a quella Petrucci. Nel 1996 fu eletto Presidente della Federazione Mondiale di Ginnastica, carica che ha mantenuto fino al 2016 per poi divenire Presidente Onorario della stessa. Dal  2000 al 2004 è stato Membro italiano del CIO. Nel 2001 è stato inserito nella “International Gymnastics Hall of Fame. Commendatore della Repubblica e Collare d’oro al Merito Sportivo in Italia, insignito di analoghe onorificenze e di Lauree Honoris Causa all’estero, ma per tutto il vastissimo mondo dello sport Bruno Grandi era ed è sempre stato “il Professore”, e non solo per la sua attività di insegnate di educazione fisica e di docente di “Teoria e metodologia dell’Allenamento” presso l’Università di Urbino. Quando nel 2016, all’Hilton Odaiba di Tokyo, durante l’81° Congresso della Federazione Mondiale di Ginnastica, Grandi lasciò il timone della organizzazione i 148 delegati  di  cinque continenti lo salutarono con un’ovazione e lo elessero immediatamente Presidente Onorario".

"Per i dirigenti, i tecnici  e gli  atleti del mondo, Bruno Grandi era stato “l’uomo che aveva cambiato la ginnastica, che l’aveva portata ad ergersi a protagonista-effige delle Olimpiadi, subito dopo Atletica e Nuoto; che aveva insegnato la psicologia del corpo, implementato  il codice etico e creato la figura del  Coordinatore  Tecnico. Era stato colui che aveva cambiato e migliorato il lavoro e gli orizzonti delle giurie, che aveva inserito nel patrimonio tecnico elementi di biomeccanica. Era l’uomo che aveva aperto le porte dell’organizzazione ad altre discipline ginniche, come ad esempio l’Acrobatica, fino a far divenire la Ginnastica uno sport multidisciplinare. Con lui al timone il movimento era riuscito ad incidere sui media televisivi, attirando importanti finanziamenti che hanno poi reso la FGI autonoma - viene aggiunto -. Ma Bruno Grandi, come già detto non ha mai dimenticato la sua terra, quella sua Forlì, dove viveva gli affetti della sua famigli, con la moglie Franca, il vero timone come l’ha sempre definita, ed i figli Fabrizia, Fabio e Massimo e gli otto nipoti che lo aspettavano dopo l’ennesimo viaggio intercontinentale. Grandi è sempre stato un riferimento sportivo sicuro per il movimento sportivo della Città, fattivamente fece giungere 2 miliardi di lire per il completamento della piscina coperta, ed altri sostanziosi contributi per la costruzione della palestra di ginnastica di via Isonzo. Nel 2011 portò a Forlì la Coppa del Mondo di Acrobatica e, soprattutto, indirizzò verso  l’Amministrazione Comunale un contributo federale di 2 milioni di euro per la realizzazione del Museo della Ginnastica, nell’Ex GIL di Viale della Libertà". 

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