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La Dakar si macchia dell'ennesima tragedia, il dolore dei piloti forlivesi: "Una giornata triste"

"Sono cose di cui non vorremmo mai sentire parlare ed invece, al chilometro 273 abbiamo visto che era accaduto qualcosa di brutto e c’erano 3 moto, una era molto rovinata"

La morte del pilota portoghese Paolo Gonçalves, deceduto dopo una rovinosa caduta con la sua moto, ha sconvolto i piloti impegnati nella Dakar 2020. “È stata una giornata triste per quello che è successo - dichiara il pilota Andrea Schiumarini, affiancato in questa avventura da Enrico Gaspari -. Sono cose di cui non vorremmo mai sentire parlare ed invece, al chilometro 273 abbiamo visto che era accaduto qualcosa di brutto e c’erano 3 moto, una era molto rovinata. Non potevamo sapere e così abbiamo continuato a lottare contro la meccanica del nostro Pajero".

Quella di domenica, dopo il giorno di riposo passato nella capitale Riyadh, è stata una prova speciale impegnativa non solo per i suoi 546 chilometri, il più lungo percorso di questa edizione, ma anche per i tratti veloci sulle dune. Il percorso infatti è iniziato su un terreno sabbioso alternato da dune di livello 1 (altezza 5-10 metri) per poi entrare in un tratto di montagna con zone di fuori pista roccioso. Ritorno su sabbia e dune per il tratto finale.

Non sono mancati i problemi per il team forlivese: "La guarnizione di testa bruciata ci ha costretti a rabboccare il radiatore con ben 22 litri di acqua. A 5 km dalla fine della speciale ci ha abbandonato il cambio, ed ora stiamo lavorando per essere pronti e ripartire lunedì mattina", conclude Schiumarini.

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