La figlia di un'Oss contagiata alla Zangheri: "Mamma, sei andata in trincea per i tuoi 'nonnini'. Fiera di te"

“Cara mamma sono fiera di te. Non mollare, ci siamo quasi. Sei andata in trincea senza armi e sei uscita ferita, ma ora hai quasi vinto questa battaglia e sei pronta a tornare sul campo”

Una donazione a favore della casa di riposo Zangheri

“Cara mamma sono fiera di te. Non mollare, ci siamo quasi. Sei andata in trincea senza armi e sei uscita ferita, ma ora hai quasi vinto questa battaglia e sei pronta a tornare sul campo”: è così che finisce l'accorata lettera pubblica della figlia di una 'Oss' della casa di riposo Zangheri, una delle tante strutture colpite dall'epidemia, funestata da 6 decessi per il Covid e da 115 contagi, tra cui 25  tra il personale, in gran parte di questo appunto operatori socio-sanitari. Una situazione pesante, denunciata anche dai sindacati.

“Sei un'Oss, operatore socio sanitario, - dice orgogliosamente la figlia della mamma Rosanna - una figura tanto importante quanto purtroppo dimenticata. Un'Oss è una persona che si prende cura dei pazienti, li lava, li veste, gli fa compagnia, insomma si prende cura di loro. Gli OSS non esistono solo nelle case private o nelle strutture per anziani, silenziosamente ci sono anche negli ospedali e persino nei reparti più critici”. E continua: “Cara mamma, dopo ormai 20 giorni che non ti vedo devo ammettere che sto iniziando a sentire la tua mancanza. Forse ti chiederai: perché mia figlia mi dedica tutte queste parole? Beh, ecco perché ho capito in questi giorni quanto mi manca il tuo affetto”.

E aggiunge: “Inizialmente questo lavoro non era la tua massima aspirazione, ma poi attraverso i tuoi racconti ho capito che te ne sei innamorata, vuoi un bene immenso ai 'nonnini', a tal punto che loro ti chiamano "La canterina". Eh sì, perché anche sul lavoro così come a casa tu canti sempre e regali loro un sorriso. Hai cercato fino all'ultimo di fare compagnia ai tuoi nonnini durante questo periodo schifoso, loro soli, senza l'affetto dei loro cari e tu dietro un paio di guanti e una mascherina hai cercato di tranquillizzarli e di dar loro un briciolo di normalità e quotidianità in una situazione surreale. Però anche dove lavori te è arrivato questo male, che all'inizio vedevamo solo da lontano e che non pensavamo che potesse sconvolgere a tal punto le nostre vite”.

Rosanna è tra le 'Oss' contagiate: “Come altre colleghe ti sei ammalata, hai dovuto prendere delle decisioni per me e per te, e ci siamo allontanate. Poche volte ti ho vista davvero triste come nei giorni passati, da sola tutto il giorno e senza neanche la forza per alzarti dal divano. Poi hai cercato di avere un barlume di speranza, ci credevi tanto, ma era troppo presto e le cose non sono andate come speravi. Almeno fino ad oggi, fino a stanotte, un tuo messaggio alle 5.58 dove finalmente dici quello che volevamo sentire "negativa al primo tampone, aspetto il secondo". Io che già non dormivo in preda a chissà quali pensieri, dopo questo mi appoggio sul cuscino con un sorriso da orecchio a orecchio. Hai vinto la prima battaglia, ci sei quasi, ci siamo quasi”.

Cosa ha detto Rosanna in vista della guarigione? “La prima cosa che mi hai detto è stata 'Voglio tornare al lavoro, voglio entrare nella task force del Covid, voglio aiutare chi sta passando quello che ho passato io, mi dispiace solo che in questi giorni non ho potuto aiutare le mie colleghe che sono esauste e fanno turni massacranti'. Cara mamma forse non te lo senti dire abbastanza ma ti voglio bene”.

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Il comitato dei parenti

E sul tema del personale della casa di riposo Zangheri interviene anche un gruppo di parenti degli ospiti, che hanno creato un gruppo WhatsApp per stare uniti e scambiarsi tutte le informazioni sull'andamento del contagio, anche per la difficoltà ad ottenerne dalla dirigenza della struttura: “Ci teniamo a specificare che non ce l'abbiamo con gli operatori. Anzi vogliamo ringraziarli per tutto quello che hanno fatto e stanno facendo per i nostri cari, e se avessero bisogno di supporto non esitino a contattarci. Noi siamo arrabbiati per le quelle che riteniamo delle possibili omissioni che la direzione sta facendo, ma un Grazie di cuore va a tutti gli operatori”.

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